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martedì 7 febbraio 2017

Il coraggio di crederci, di crederci e di crederci ancora - Claudio Ranieri

Ci vuole coraggio amici miei.

Ci vuole solo coraggio.

Ci vuole coraggio nel crederci quando sei in corsa per la Premier.

Ci vuole coraggio nel non cedere alla pressione di un risultato che questa gente sogna ad occhi aperti.

Ci vuole coraggio nel vincere. Contro tutti e contro tutto.

Ma ci vuole ancora più coraggio nelle ore successive alla vittoria.

Vedete: sarebbe stato facile per me lasciare Leicester da vincitore.

Sarei stato ricordato a vita soltanto per l'annata più incredibile dal punto di vista sportivo di questa terra.

Sarei potuto andar via e lasciare che pochi mesi dopo l'incredibile, questa città e questa squadra ripartisse da giocatori nuovi, da progetti nuovi e da nuove ambizioni. E...in queste ore non faccio che pensare a quanto giusto sarebbe stato.

Ma quando la vita ti insegna ad avere coraggio non puoi agire diversamente.

Non puoi lasciare una squadra che per te ha dato tutto. Non puoi abbandonare dei ragazzi che vogliono vivere il sogno Champions.

Non puoi andar via da questa città che non smette di celebrarti.

Io ho avuto coraggio amici miei. E son rimasto.

Vedete: oggi per me è difficile. E' un momento davvero difficile. Vivo la realtà che era lecito immaginare nei momenti in cui prendevo la decisione di restare.

Siamo in difficoltà di risultati ed i bookmakers, si proprio loro che con me han pianto, non quotano più il mio trionfo ma il mio esonero.

E' in questo momento che vorrei essere abbracciato da una nuova ventata di coraggio.

E' in questo preciso momento che vorrei rivivere quello spirito che lo scorso anno ci ha portato al trionfo.

E' in questo momento che vorrei toccare le corde che ho toccato durante il girone di Champions e che hanno spinto questa squadra verso gli ottavi.

E' in questo momento che avere coraggio fa la differenza.

E' in questo momento che chiedo di farvi coraggio e di credere di nuovo in noi.

Coraggio Leicester.

Coraggio!


Il contenuto di questo articolo è di pura fantasia. 


Per AG90

Marco Pasqua

mercoledì 28 settembre 2016

Sognare, esultare, cantare - Leicester 1 Porto 0

Bar Sport presenta:

"Fischia. Fischia. Sei 30 secondi oltre, fischiaaa!"

Sono un tipo ansiogeno. Sono uno di quelli che prima di un esame universitario cammina su e giù per i corridoi del campus, cercando un po' di calma. Sono uno di quelli che se domani ho un impegno, inizierò ad essere seriamente preoccupato già dal giorno prima. E che dire delle sveglie? L'ansia di una sveglia messa alle 7 di mattina, ad esempio, mi fa svegliare alle 3-4 per controllare che ore sono e quanto manca allo start di "my december", da sempre colonna sonora delle mie sveglie.

Ieri sera ho iniziato a calcolare quanto mancasse al termine del match qualche minuto dopo l'inizio del secondo tempo. Il Leicester è avanti anche nel secondo match di Champions e 3 punti contro il Porto sarebbero fondamentali ai fini del superamento del turno. Dall'altro campo non arrivano novità ed anche quella è una buona notizia.

Slimani l'ha messa di testa. Come da anni a questa parte è ormai solito fare. Ranieri lo ha preso, tra i tanti motivi, anche per quel suo fondamentale che in Europa sta scomparendo ma che la punta algerina applica in maniera sublime. E poi oh: vuoi mettere l'intesa che può venir fuori con MVP della scorsa Premier Mahrez?

Il Leicester ha le idee chiare sul match. Accetta 90 minuti di pallino del gioco nelle mani del Porto, difendendo con due linee ordinate e compatte. Quando la palla viene intercettata le trame di gioco possibili sono soltanto due:

1) Palla a Drinkwater se gli attaccanti non hanno ancora guadagnato le fasce del fronte d'attacco dalle quali partire per un contrattacco rapido

2) Palla lunga verso Vardy che attacca la profondità oppure palla lunga ed alta per Slimani, detto la belva, il quale provvederà a spizzarla per Vardy o Mahrez.

Si ma Mahrez?

L'esterno algerino non è una bolla di sapone come molti erano pronti a scommettere. L'algerino c'è ed è il depositario della manovra ragionata. Di quella che non rientrerebbe nei piani di Ranieri ma che si rende indispensabile quando devi dar fiato alle punte oppure c'è da spezzare l'iniziativa avversaria per più di qualche sencondo.

Mahrez puoi affrontarlo ritenendo che il suo repertorio di trick sia tutto sommato abbastanza piccolo, oppure puoi temerlo e sperare che un controllo difficile (raro) o uno dei suoi trick (soventi) si stampi contro la tua gamba o finisca per litigare con il terreno del King Power Stadium.

Quando il terreno è amico e quando l'attesa diventa troppa, Mahrez ti ha già lasciato lì o ha già chiara la giocata successiva.

Rientro sul sinistro, cross diretto verso la porta, Vardy buca di testa, ma dietro c'è la belva. Slimani vola in cielo e frusta la palla. 1-0 Leicester. Il mio pugno destro scarica tonnellate di adrenalina contro il cielo.




Ora viene il bello. Ora c'è da sperare che Morgan e Huth reggano l'impatto degli avversari alla ricerca del pareggio. Per carità. Il Porto non è quanto di meglio si sia scontrato contro i centrali delle foxes negli ultimi mesi, ma tocca sperare che la frittata non accada. Che Schmeichel faccia i suoi soliti miracoli e mi raccomando: soffiare su ogni pallone.

Il Porto non è il Porto migliore. Espirito ha lasciato fuori Corona ed Herreira e solo lui sa il perchè. Il fatto è che sull'1-0 Leicester con 60' minuti di gioco già trascorsi, è il caso di intervenire e di buttare dentro i migliori uomini in rosa.

Entrano il Porto diventa messicano e la musica cambia. Cambia anche il valore delle pulsazioni del mio cuore tutte le volte che Fuchs ferma la sua corsa invece di continuare a tenere l'uomo ed il Porto è libero di crossare in mezzo. Schmeichel smanaccia e a qualche migliaio di km di distanza s'ode un "awaaaay" che forse non servirà a liberare l'area delle foxes ma serve al mio cuore per tornare a battere a livelli di pulsazioni sostenibili.

Il Porto preme e sul tiro di Corona che si stampa sul palo tocca ringraziare i polmoni di chissà quanti tifosi. Mamma mia..

Il Leicester riesce ad intercettare molti palloni sulla trequarti, nonostante quello scippatore di palloni che di cognome fa Kante quest'anno non ci sia più. Ogni volta che rientra in possesso della sfera, il Leicester lancia. E vi dirò: vedere all'80' entrambe le punte che continuano a lanciarsi in corse disperate alla ricerca del contatto col pallone, è stupendo. Quanto la vogliono sta vittoria sti ragazzi. L'occasione poi è ghiotta. Il Copenhagen sta dilangando. La rivale più importante del girone potrebbe ritrovarsi 5 punti dietro dopo 2 giornate ed una vittoria contro i danesi potrebbe significare più di una gamba agli ottavi. Ecco: son queste le cose che inevitabilmente passano nella mia testa, mentre per l'ennesima volta al Leicester sembra mancare soltanto la precisione nel lancio per le punte. Punte che ora non sono più 2. Slimani è uscito e tra coloro che gli hanno tributato la standing ovation ci sono anch'io, davanti alla tv di casa.

L'assedio è reale. Quel diamine di orologio sembra essersi piantato. 4' minuti di recupero? Ma come 4 di recupero?!? REFEREEEEEE blow the whistle. Blow that f* whistle! L'arbitro concede 30 secondi extra ma passano anche quelli. E' finita. Leicester 1 Porto 0.

RANIERI O-OOOH RANIERI O-O-O-OOOH sulle note di "Volare" è stupendo. "E andiamo e andiamo e andiamo."

6 punti. Bottino pieno in Champions. Lasciateci sognare ancora un po'. Non svegliateci. Non sarebbe giusto.

Leicester 1 Porto 0 è quello che ripeto in loop per calmarmi. E' andata anche questa. Campioni del mondo fino al prossimo match. Fino alla prossima tachicardia, fino al prossimo pallone su cui soffiare, fino al prossimo Ranieri o-ooh da poter intonare...




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lunedì 12 settembre 2016

Champions 2016-17 - Alla scoperta degli underdog della competizione

C'è chi nella Champions League vede il puro aspetto sportivo della questione: alzare la coppa dalle grandi orecchie al cielo e proclamarsi i più forti al mondo, almeno per quell'anno.



C'è chi invece, in una delle edizioni meno pregne di squadre di blasone, vede nella Champions League che partirà ufficialmente domani, un motivo per esplorare attraverso il calcio, culture, storie e luoghi che nelle cronache pallonare difficilmente rientrano.

Il Ludogorets ad esempio 5 anni fa lottava per essere promossa nell'equivalente bulgaro della nostra Serie A salvo poi diventarne la regina pochi mesi dopo grazie ad un ultimo match-thriller contro la più blasonata CSKA Sofia che regalò ai bulgari il titolo nazionale e l'accesso alle coppe. Coppe nelle quali i bulgari si sono resi protagonisti dell'eliminazione della Lazio in Europa League, ma soprattutto di un preliminare contro la Steaua in cui il difensore Cosmin Motu fu costretto a reinventarsi portiere nella roulette dei rigori finali, per via dell'assenza dei cambi rimasti ai bulgari quando al 119' fu espulso il numero 1 titolare. Motu parò due rigori ed il Ludogorets guadagnò l'accesso alla sua prima fase finale di Champions League. Quest'anno i bulgari arrivano dopo il solito percorso dei preliminari culminato con le vittorie su Buducnost Podgorica, Viktoria Plzen e Stella Rossa. 


L'ultima volta che la stampa europea dovette occuparsi del FK Rostov fu nel 1999 quando i russi affrontarono nell'allora coppa intertoto la Juventus. 1 anno fa in Russia si festeggiava la permamenza nella massima serie grazie alla vittoria nello spareggio finale contro il Tosno. Quella che seguì però, fu una stagione non più da medio-bassa classifica ma una di quelle stagioni d'oro simile all'avventura inglese del Leicester ma con un finale diverso. Già perchè i russi, dopo tanti mesi trascorsi invetta, abdicarono ad un altro CSKA: quello di Mosca. Il secondo posto è valso però l'accesso ai preliminari, nei quali grazie ad un 4-1 stupendo contro l'Ajax, i russi si sono conquistato l'accesso alla loro prima fase finale di Champions League nella quale affronteranno Bayern, PSV ed Atletico Madrid.

Continuando a camminare sul confine orientale di questa Champions League come potremmo non parlare dei primi avversari del Napoli? La Dynamo Kiev infatti ospiterà i partenopei per il primo match del girone. Quella di Kiev è la squadra più titolata dell'ex URSS che nacque nel 1927 come rappresentativa della polizia locale. Ma fu negli anni dell'egemonia nazista che la Dynamo si rese protagonista di due incontri di calcio che poi diventarono storici. Durante l'occupazione tedesca alcuni giocatori della Dynamo vennero catturati ed impiegati come manovalanza forzata in un panificio a disposizione delle truppe tedesche. Quest'ultimi resisi conto di chi avevano difronte organizzarono una partita di calcio che vide la Dynamo trionfare nonostante la paura di eventuali rappresaglie. Poco tempo dopo i tedeschi organizzarono una rivincita di quel match con l'episodio storico di Klimenko che salta i giocatori tedeschi come birilli arrivando sulla linea di porta. Anche in questo caso la paura di rappresaglie per la sconfitta della nazionale occupante, spinsero Klimenko a voltarsi ed a calciare il pallone verso metà campo invece di appoggiare in rete per il più semplice dei gol. L'episodio non passò sotto traccia e dopo quel match parte dei giocatori di quel match e di quella Dynamo furono torturati e trucidati. Se quella era una Dynamo fortissima, quella attuale è una Dynamo molto più modesta che da questa partecipazione in Champions cerca poco. Anche se oltre al Napoli, Benfica e Besiktas lasciano aperto qualche spiraglio da cogliere per provare a proseguire nell'avventura europea.

Negli anni del calcio in bianco e nero, il Legia Varsavia faceva parte di quel nucleo di squadre dell'est in grado di mettere seriamente bocca nelle dispute pallonare di maggiore livello continentale. Non stupisce infatti che il Legia sia tutt'altro che alla sua prima partecipazione in Champions. I polacchi, che dominano in casa da praticamente sempre, negli anni 70' raggiunsero addirittura una semifinale di coppa Campioni. Negli anni '90 prima di concedersi quasi un quarto di secolo dalla successiva partecipazione alla Champions, i polacchi raggiunsero di nuovo le semifinali ma questa volta della compianta Coppa delle Coppe. Nella lunga estate di preliminari i polacchi hanno sconfitto i bosniaci del Mostar, gli slovacchi del Trencin ed infine gli irlandesi del Dundalk non senza qualche problema. Ora occhio al bomber Nikolic. Dopo le 30 reti della scorsa stagione, potrebbe chissà arrivare il primo timbro nella fase a gironi di Champions da raccontare ai nipoti tra qualche anno...

La vittoria nella Jupiler League belga  garantisce l'accesso alla fase finale di Champions League, sicchè tra le pretendenti alla....uhm....vittoria finale ci sono anche i campioni di Belgio del Club Bruge. Il campionato belga è quasi sempre un affare a 2 tra Standard Liegi ed Anderlecht. Ma lo scorso anno ad imporsi per la 14esima è stato proprio il club fondato nel 1891. Probabilmente tra le nazioni provenienti dal blocco più continentale rispetto a quello allargato per esigenze calcistiche, è proprio il Club la squadra meno dotata tecnicamente. L'avvio di stagione non è stato esaltante con 2 vittorie 1 pareggio e 3 sconfitte di cui l'ultima maturata pochi giorni fa nonostante il tecnico Michel Preud'homme avesse dichiarato di aspettarsi molto dall'ultimo match in vista dell'esordio contro il Leicester di Ranieri. Riuscirà l'ex club di Perisic e Bacca ad evitare il cucchiaio di legno nel proprio girone?

Infine ci sono loro: quelli che ogni parola è superflua perchè nei nostri occhi abbiamo ancora le immagini nitide di una festa di piazza che ha coinvolto ogni anima di Leicester. Le foxes quest'anno non stanno brillando in campionato. Ma il patto di spogliatoio è chiaro: vivere al massimo l'avventura in Champions e provare a replicare in questa competizione l'assurdo miracolo portato a casa lo scorso anno nel massimo campionato di sua Maestà la Regina. Nelle ultime ore di mercato Ranieri si è regalato Slimani che assieme a Musa dovrebbe andare a formare la coppia di alternative all'attacco formato da Vardy e Mahrez. Il girone prevede avversari blasonatissimi come il Porto giustiziere della Roma nel preliminare, Copenhagen e Club Brugge. We can do this è la frase più pronunciata in quel di Leicester dal giorno del sorteggio. D'altronde è lì che le foxes vogliono continuare a brillare...

L'assenza di Milan, Inter, Manchester United e Chelsea, forse peserà nell'economia degli ascolti tv di questa Champions così come peserà l'assenza dalla massima competizione di alcuni tra i talenti più importanti del calcio mondiale che hanno trovato casa all'Old Trafford, che risiedono a Stamford Bridge o che in quel di Milano hanno scelto di ripartire, sul piano tecnico. Il calcio che sostituirà tutto questo blasone proverà a portare in campo storie diverse, organizzazioni tattiche più rudimentali ma non meno efficaci. E chissà che nell'anno degli underdog che trionfano in Premier e del Portogallo campione d'Europa, a dare filo da torcere nella strada verso la Coppa, non ci sia proprio una di queste squadre.

Buona Champions a tutti...

sabato 13 agosto 2016

Premier League 2016-17 - Sit back, relax and enjoy your flight!

Abbiamo ancora nella mente la favola del Leicester di Ranieri



Gli underdog, quelli che mai avrebbero potuto vincere la Premier, quelli che "si sono partiti bene ma vedrete: si scioglieranno come neve al sole", quelli del 5000 a 1 ed infine quelli che "no amore oggi non se ne parla proprio di uscire perchè c'è la partita del Leicester".

Da quel 2 Maggio sono passate oltre 100 albe ed in Inghilterra è già tempo di Premier. Una nuova Premier.

venerdì 22 luglio 2016

International Champions Cup - Prove tecniche di Eurolega

Tra poche ore Manchester United e Borussia Dortmund si sfideranno nella prima di una serie di oltre 20 amichevoli di lusso che rientrano nel calendario degli eventi della International Champions Cup.

Nata 13 anni fa per iniziativa di Relevent Sport, la manifestazione è alla sua nona edizione e vede tra le partecipanti, suddivise in gironcini che si disputeranno in diverse aree del mondo, tutti i club di spicco del calcio europeo.

sabato 2 luglio 2016

La vita a Vicarage Road

Vicarage Road è una strada che si raggiunge prendendo un treno da Victoria Station in direzione nord-ovest. Dopo circa 45 minuti di viaggio le porte del treno si spalancano e scendendo vi ritrovate nel cuore di una simpatica cittadina inglese di circa 80.000 anime.




La satira inglese spesso batte sul fatto che a nord di Londra c'è il nulla per un po' e poi c'è la Scozia. In realtà, lasciata la City, ciò che si incontra sono decine di piccoli comuni cresciuti a lato di qualche antica strada che risale il Regno Unito, in cui effettivamente il luogo più particolare e denso di significati è.....un pub.

domenica 5 giugno 2016

Jamie Vardy - Not together anymore

Da quando si è diffusa la notizia secondo la quale Jamie Vardy è il nuovo attaccante dell'Arsenal mi si è accesa la lampadina del ricordo e mi sono messo alla ricerca di un tweet scritto da Vardy qualche tempo fa.

E' un tweet commerciale apparso il 13 Maggio che raffigura i 2 autori più importanti della cavalcata del Leicester di Claudio Ranieri verso la vittoria della Premier League, in posa con delle nuove Nike in mano.

Il tweet recita "Unstoppable together".

La parola sulla quale fa perno il tweet è ovviamente "together". Nike spera che il lettore di questo tweet colga come prima interpretazione qualcosa del tipo "io Jamie Vardy, con queste scarpe, sono inarrestabile". Stesso discorso vale per l'attaccante algerino.

Il fatto è che Vardy e Mahrez sono stati inarrestabili together in questi 9 mesi passati ad attaccare nella stessa direzione, per la stessa maglia e per lo stesso obiettivo: Leicester campione d'Inghilterra.

Claudio Ranieri qualche tempo fa disse:
Se fossi al loro posto resterei un altro anno a Leicester per vivere la seconda parte del sogno chiamata Champions League. Ma non posso e non voglio trattenere giocatori scontenti. Chi resta a Leicester deve farlo perchè convinto della propria scelta e cosciente di ciò che ci aspetta il prossimo anno.
Evidentemente non sono bastate nemmeno le parole di Ranieri a far si che Vardy restasse un altro anno together ai colori del Leicester ed a tutti gli altri attori della cavalcata trionfale.

Vardy dunque lascia Leicester ed è il primo a farlo. E' lui che dopo averla costruita a suon di gol, spezza la favola romantica costruitasi in questi mesi attorno agli 11 di Ranieri.

E' qualcosa che i tifosi non comprendono o che forse, in cuor loro, speravano che non avvenisse.

Vardy non è un traditore, non è un mercenario. Vardy è semplicemente un amore calcistico che, come quasi tutti i giocatori, decide ad un certo punto di cambiar squadra per ragioni legate alla propria carriera, sicuro di aver costruiro a Leicester qualcosa di cui si parlerà per decine di anni.

Vardy, Mahrez ed il Leicester da oggi non sono più "together" come in quel tweet.

Un momento di dispiacere e poi si riparte...

Dilly ding dilly dong maaan
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