Visualizzazione post con etichetta Milan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milan. Mostra tutti i post

lunedì 26 settembre 2016

Alla ricerca del bel giuoco

18 Luglio 1986. Per gli amanti dei colori rossoneri questa di cui vi parlo è una data importantissima. Con un numero che anticipa di 20 anni qualunque genere di studio sull'efficacia della comunicazione, Silvio Berlusconi atterra "sul Milan" all'arena civica di Milano, da nuovo presidente del Milan.

Berlusconi, parlando del "suo" nuovo Milan, pronuncia due paroline che segneranno la sua presidenza ma anche il calcio italiano. "Bel giuoco". Silvio Berlusconi vuole che il suo Milan vinca in campo possibilmente giocando bene al pallone, cosicchè ogni tifoso del Milan possa sentirsi appagato doppiamente dal risultato e dallo spettacolo visto in campo.

Il concetto di "bel giuoco" ripetuto da Silvio Berlusconi anche nelle ultimissime dichiarazioni video riguardo la compravendita del Milan, è stato ripreso in tutto il mondo, con varianti cicliche proprie delle squadre in grado di vincere regalando spettacolo. Il "tiki taka" del Barcellona ne è l'ultimo esempio.

Ma a 30 anni da quel giorno e ad 1 mese e mezzo dall'inizio dei maggiori campionati continentali, quali sono le squadre delle quali il "bel giuoco" di Silvio Berlusconi andrebbe fiero?

In Europa sono solo 2 le formazioni che mediamente hanno vinto e regalato spettacolo a livello di gioco espresso: Barcellona e Manchester City.

I blaugrana di Messi Suarez e Neymar, con quest'ultimo rientrato solo da poche settimane dal periodo estivo caratterizzato dalla partecipazione alle Olimpiadi brasiliane, supportati da un "discreto" centrocampo affollato da gente come Rakitic, Iniesta, Busquets, André Gomes etc, hanno inanellato una serie di successi roboanti che vanno dallo 0-3 rifilato al Siviglia in Supercoppa e che passano per 7-0 di Champions contro il Celtic fino all'ultimo 0-5 rifilato al Gijon. Gli unici stop di stagione sono arrivati contro l'Alaves in una stranissima sconfitta interna e contro l'Atletico Madrid del Cholo Simeone, vera bestia nera dei blaugrana, che comunque non è riuscito ad andare oltre ad un 1-1.


La squadra di Luis Enrique, nonostante non abbia modificato di molto gli schemi di gioco dei suoi predecessori e di quel Guardiola che fu capostipite del moderno tiki taka, continua ad essere un gradino sopra tutti in quanto a costruzione della manovra, passaggi andati a buon fine e gesti tecnici da applausi. Il trio là davanti aiuta, ma le reti di Rakitic Rafinha e Arda Turan, tutti a quota 2 in campionato, dimostrano come quello del Barcellona tenda sempre più ad essere un gioco corale e non la sola espressione dei 3 tenori d'attacco.

L'altra squadra del "bel giuoco" invece, è proprio la nuova compagine guidata da quel Guardiola che di tiki taka se ne intende: il Manchester City. Al termine dell'ennesima campagna acquisti faraonica quella imbastita da Pep Guardiola è una squadra votata all'attacco attraverso una fitta rete di passaggi orchestrata da almeno 6 degli 11 uomini in campo, dotati di grandissime doti tecniche. Con l'1-3 rifilato allo Swansea di Guidolin, il Manchester City è a quota 10 vittorie su 10 partite ufficiali disputate. Un percorso netto che al momento vale 4 punti di vantaggio sulla seconda in Premier e la vetta del girone di Champions.

Sebbene l'ultima vittoria contro i gallesi sia arrivata al termine di una prestazione che per soli 45' minuti è stata degna delle prestazioni passate dei citizens, la squadra di Guardiola ha dimostrato nel corso di questo mese e mezzo di impegni ufficiali, di scendere in campo per prendere il controllo del match, qualunque sia l'avversario. Una fitta rete di passaggi è la chiave che consente ai citizens di mettere un uomo davani al portiere pressochè sempre, ricordando proprio il tiki taka storico del Barcellona.



Ma si sa: gli inglesi sono gelosi della propria lingua e guai a voi se per riferirvi al gioco di Guardiola usate espressioni diverse da quella coniata qualche tempo fa dai tabloid di sua maesta: the "recital".

E in Italia?

Le 6 giornate di campionato disputatesi hanno evidenziato bellezze e lacune delle pretendenti allo Scudetto 2016-17.

La Juventus di Allegri non ha sin qui espresso un gioco degno di nota. L'ultima vittoria arrivata contro il Palermo ne è il sintomo. La Juve fatica a connettere difesa ed attacco per via di un centrocampo che al momento non è in grado di esprimere valori di gioco importanti. L'inserimento di Pjanic va avanti a rilento. Asamoah ha alternato prestazioni importanti a gravi svarioni come in occasione del gol del pareggio contro l'Inter. Lemina è un giocatore ancora tutto da scoprire e paradossalmente, con l'ultimo infortunio del ghanese, le sorti del centrocampo potrebbero ricadere su quell'Hernanes tanto bistrattato dalla tifoseria ma che sembra aver fatto pace con l'ambiente con un mix di buone prestazioni e buone dichiarazioni stampa.

Gli esterni di Allegri regalano gioie e dolori. Se da una parte il solito straripante Alex Sandro è in grado di partorire azioni importanti, dall'altra parte c'è un Dani Alves che tatticamente fatica a coprire sia la fase offensiva in modo ordinato, sia quella difensiva in qualunque modo possibile. Allegri dovrà lavorare tanto. La Juve quasi mai si è contraddistinta per "bel giuoco" ma i valori tecnici di quest'anno lasciano intendere che se dovesse essere raggiunta l'intesa tra i 3 reparti, la manovra che ne verrebbe fuori sarebbe davvero interessante e probabilmente degna di quelle due paroline..

A Napoli invece il bel giuoco non manca. Quasi mai. Nell'ultima vittoria interna contro il Chievo, formazione sempre ostica da affrontare, gli uomini di Sarri hanno messo in scena uno show. Uno show dove se si guarda al solo movimento del pallone si rischia di non apprezzare il movimento degli attori, forse ancora più bello del giropalla stesso. Gli uomini di Sarri volano, combinano tra di loro e costruiscono triangoli di passaggio i cui vertici ruotano ad ogni scambio di palla, mandando in tilt le difese avversarie. La tecnica è chiara: Sarri vuole trarre vantaggio dagli accoppiamenti in marcatura che le squadre avversarie costituiscono, ma che saltano quando il posto dell'uomo da marcare, viene preso dalla mezz'ala con la quale ha appena scambiato. Nel momento di indecisione e di scambio di marcatore, il Napoli gongola e riesce a trovare l'imbucata in grado di mettere in porta la punta, l'ala opposta o la mezz'ala che taglia verso il centro dell'area.



Quando tutto ciò accade, c'è ben poco da fare per gli avversari se non sperare che la palla termini fuori. Sarri, che spesso ha dichiarato di non puntare al bel gioco ma alla concretezza dei concetti tattici che impartisce ai suoi uomini, è l'uomo al comando dell'attuale più bella manovra del calcio italiano. Il tutto vale 1 punto in meno della Juventus al momento, ma in futuro chissà.

L'Inter di de Boer a livello di gioco in campionato, esprime il più logico dei risultati possibili quando in campo ci sono giocatori tecnicamente dotati come Icardi, Perisic, Candreva, Banega e Joao Mario. 5 uomini in grado di toccare il pallone per bene, non si vedevano tutti insieme in campo, forse dai tempi dell'Inter del triplete. Ma la manovra e l'impronta di de Boer ancora non c'è. L'Inter raggiunge i risultati per via delle individualità spiccate dei suoi uomini più importanti e fatica quando 1 o più tenori non sono in campo o sono in giornata no. 



Vero è che con gli inserimenti di Miangue ed Ansaldi, in grado di effettuare una sovrapposizione passando alle spalle del compagno (cosa non proprio scontata quando in campo ci sono Santon e Nagatomo), potrebbe dare all'Inter altri 2 uomini importanti a livello di manovra in grado di offrire sbocchi di gioco. Il cantiere è aperto, ma per adesso ad Appiano il bel giuoco è tutto fuorchè un motivo di cruccio.

La Roma di Spalletti invece è la più grande incognita del campionato italiano. I risultati non sono propriamente i migliori nè in Italia nè in Europa. La manovra offre qualche segnale ma la discontinuità regna sovrana.

La Roma è in grado di partorire trame di gioco veloci che ribaltano il fronte d'attacco in maniera chirurgica, a palle lanciate nel vuoto verso quell'oggetto indecifrabile che di cognome fa Dzeko. Il motivo di questa alternanza sta nell'assenza di riferimenti tecnici a centrocampo. Nel match contro il Torino, le palle lanciate nel vuoto da Fazio e Manolas testimoniamo più l'assenza di una linea mediana in grado di far avanzare la manovre che eventuali dettami di Spalletti. Giocare contro la Roma è "facile". Abidare a centrocampo non è una follia se serve per raddoppiare le 2 ali che fino a questo momento hanno maggiormente inciso sul gioco di Spalletti, ossia Salah e Perotti. Messe in difficoltà queste 2 fonti di pericolosità, il più è fatto e complice qualche svarione difensivo, è relativamente semplice imbastire occasioni da rete contro la Roma.

A Roma il bel giuoco lo si conosce, ma al momento...



Ed il Milan attuale ancora di Silvio Berlusconi? A casa Milan del "bel giuoco" è rimasto solo il ricordo. Il ricordo di quell'elicottero ricostruito in rete metalliche, che sulla musica della cavalcata delle valchirie, rimembra quel giorno di Luglio, quando tutto ebbe inizio...

Leggi anche: Ritratti - My Ronaldo


lunedì 12 settembre 2016

Champions 2016-17 - Alla scoperta degli underdog della competizione

C'è chi nella Champions League vede il puro aspetto sportivo della questione: alzare la coppa dalle grandi orecchie al cielo e proclamarsi i più forti al mondo, almeno per quell'anno.



C'è chi invece, in una delle edizioni meno pregne di squadre di blasone, vede nella Champions League che partirà ufficialmente domani, un motivo per esplorare attraverso il calcio, culture, storie e luoghi che nelle cronache pallonare difficilmente rientrano.

Il Ludogorets ad esempio 5 anni fa lottava per essere promossa nell'equivalente bulgaro della nostra Serie A salvo poi diventarne la regina pochi mesi dopo grazie ad un ultimo match-thriller contro la più blasonata CSKA Sofia che regalò ai bulgari il titolo nazionale e l'accesso alle coppe. Coppe nelle quali i bulgari si sono resi protagonisti dell'eliminazione della Lazio in Europa League, ma soprattutto di un preliminare contro la Steaua in cui il difensore Cosmin Motu fu costretto a reinventarsi portiere nella roulette dei rigori finali, per via dell'assenza dei cambi rimasti ai bulgari quando al 119' fu espulso il numero 1 titolare. Motu parò due rigori ed il Ludogorets guadagnò l'accesso alla sua prima fase finale di Champions League. Quest'anno i bulgari arrivano dopo il solito percorso dei preliminari culminato con le vittorie su Buducnost Podgorica, Viktoria Plzen e Stella Rossa. 


L'ultima volta che la stampa europea dovette occuparsi del FK Rostov fu nel 1999 quando i russi affrontarono nell'allora coppa intertoto la Juventus. 1 anno fa in Russia si festeggiava la permamenza nella massima serie grazie alla vittoria nello spareggio finale contro il Tosno. Quella che seguì però, fu una stagione non più da medio-bassa classifica ma una di quelle stagioni d'oro simile all'avventura inglese del Leicester ma con un finale diverso. Già perchè i russi, dopo tanti mesi trascorsi invetta, abdicarono ad un altro CSKA: quello di Mosca. Il secondo posto è valso però l'accesso ai preliminari, nei quali grazie ad un 4-1 stupendo contro l'Ajax, i russi si sono conquistato l'accesso alla loro prima fase finale di Champions League nella quale affronteranno Bayern, PSV ed Atletico Madrid.

Continuando a camminare sul confine orientale di questa Champions League come potremmo non parlare dei primi avversari del Napoli? La Dynamo Kiev infatti ospiterà i partenopei per il primo match del girone. Quella di Kiev è la squadra più titolata dell'ex URSS che nacque nel 1927 come rappresentativa della polizia locale. Ma fu negli anni dell'egemonia nazista che la Dynamo si rese protagonista di due incontri di calcio che poi diventarono storici. Durante l'occupazione tedesca alcuni giocatori della Dynamo vennero catturati ed impiegati come manovalanza forzata in un panificio a disposizione delle truppe tedesche. Quest'ultimi resisi conto di chi avevano difronte organizzarono una partita di calcio che vide la Dynamo trionfare nonostante la paura di eventuali rappresaglie. Poco tempo dopo i tedeschi organizzarono una rivincita di quel match con l'episodio storico di Klimenko che salta i giocatori tedeschi come birilli arrivando sulla linea di porta. Anche in questo caso la paura di rappresaglie per la sconfitta della nazionale occupante, spinsero Klimenko a voltarsi ed a calciare il pallone verso metà campo invece di appoggiare in rete per il più semplice dei gol. L'episodio non passò sotto traccia e dopo quel match parte dei giocatori di quel match e di quella Dynamo furono torturati e trucidati. Se quella era una Dynamo fortissima, quella attuale è una Dynamo molto più modesta che da questa partecipazione in Champions cerca poco. Anche se oltre al Napoli, Benfica e Besiktas lasciano aperto qualche spiraglio da cogliere per provare a proseguire nell'avventura europea.

Negli anni del calcio in bianco e nero, il Legia Varsavia faceva parte di quel nucleo di squadre dell'est in grado di mettere seriamente bocca nelle dispute pallonare di maggiore livello continentale. Non stupisce infatti che il Legia sia tutt'altro che alla sua prima partecipazione in Champions. I polacchi, che dominano in casa da praticamente sempre, negli anni 70' raggiunsero addirittura una semifinale di coppa Campioni. Negli anni '90 prima di concedersi quasi un quarto di secolo dalla successiva partecipazione alla Champions, i polacchi raggiunsero di nuovo le semifinali ma questa volta della compianta Coppa delle Coppe. Nella lunga estate di preliminari i polacchi hanno sconfitto i bosniaci del Mostar, gli slovacchi del Trencin ed infine gli irlandesi del Dundalk non senza qualche problema. Ora occhio al bomber Nikolic. Dopo le 30 reti della scorsa stagione, potrebbe chissà arrivare il primo timbro nella fase a gironi di Champions da raccontare ai nipoti tra qualche anno...

La vittoria nella Jupiler League belga  garantisce l'accesso alla fase finale di Champions League, sicchè tra le pretendenti alla....uhm....vittoria finale ci sono anche i campioni di Belgio del Club Bruge. Il campionato belga è quasi sempre un affare a 2 tra Standard Liegi ed Anderlecht. Ma lo scorso anno ad imporsi per la 14esima è stato proprio il club fondato nel 1891. Probabilmente tra le nazioni provenienti dal blocco più continentale rispetto a quello allargato per esigenze calcistiche, è proprio il Club la squadra meno dotata tecnicamente. L'avvio di stagione non è stato esaltante con 2 vittorie 1 pareggio e 3 sconfitte di cui l'ultima maturata pochi giorni fa nonostante il tecnico Michel Preud'homme avesse dichiarato di aspettarsi molto dall'ultimo match in vista dell'esordio contro il Leicester di Ranieri. Riuscirà l'ex club di Perisic e Bacca ad evitare il cucchiaio di legno nel proprio girone?

Infine ci sono loro: quelli che ogni parola è superflua perchè nei nostri occhi abbiamo ancora le immagini nitide di una festa di piazza che ha coinvolto ogni anima di Leicester. Le foxes quest'anno non stanno brillando in campionato. Ma il patto di spogliatoio è chiaro: vivere al massimo l'avventura in Champions e provare a replicare in questa competizione l'assurdo miracolo portato a casa lo scorso anno nel massimo campionato di sua Maestà la Regina. Nelle ultime ore di mercato Ranieri si è regalato Slimani che assieme a Musa dovrebbe andare a formare la coppia di alternative all'attacco formato da Vardy e Mahrez. Il girone prevede avversari blasonatissimi come il Porto giustiziere della Roma nel preliminare, Copenhagen e Club Brugge. We can do this è la frase più pronunciata in quel di Leicester dal giorno del sorteggio. D'altronde è lì che le foxes vogliono continuare a brillare...

L'assenza di Milan, Inter, Manchester United e Chelsea, forse peserà nell'economia degli ascolti tv di questa Champions così come peserà l'assenza dalla massima competizione di alcuni tra i talenti più importanti del calcio mondiale che hanno trovato casa all'Old Trafford, che risiedono a Stamford Bridge o che in quel di Milano hanno scelto di ripartire, sul piano tecnico. Il calcio che sostituirà tutto questo blasone proverà a portare in campo storie diverse, organizzazioni tattiche più rudimentali ma non meno efficaci. E chissà che nell'anno degli underdog che trionfano in Premier e del Portogallo campione d'Europa, a dare filo da torcere nella strada verso la Coppa, non ci sia proprio una di queste squadre.

Buona Champions a tutti...

lunedì 29 agosto 2016

Tg Bar Sport 26-28 Agosto

Ritorna l'appuntamento con #TgBarSport, il primo format mono-click che vi regala tutti gli highlights dei più importanti campionati europei e non.

Questo week end è ripartita anche la Bundesliga ed il quadro del calcio europeo può dirsi al completo.

Seguite la nostra pagina Facebook per non perdere i prossimi appuntamenti con il nostro Tg, i nostri editoriali, i nostri sondaggi e le nostre rubriche video! 

ITALIA

Seconda giornata per il campionato nostrano. Solito appuntamento di fine agosto che arriva prima della pausa nazionali.

La Juventus vince a Roma contro la Lazio di Simone Inzaghi. 3 punti importantissimi in attesa del bel gioco, contro una Lazio gagliarda dal punto di vista difensivo che prende gol in occasione dell'unica disattenzione.

venerdì 26 agosto 2016

Tg Bar Sport - 23-25 Agosto

Tg Bar Sport ritorna per offrirvi gli highlights di questa 3 giorni di coppe appena trascorsa.

Non dimenticate di seguire la nostra pagina Facebook per non perdere l'appuntamento con l'unico tg che vi offre tutto il calcio europeo e mondiale in 1 solo click!

Consentiteci, almeno per questa volta, di partire con la coppa meno importante tra le 2 esistenti:

lunedì 22 agosto 2016

Tg Bar Sport - 19-21 Agosto

Liga, ma soprattutto Serie A, sono le new entry di questa terza edizione del nostro #TgBarSport che vi mette a disposizione gli highlights di TUTTI i più importanti match europei in un'unica pagina e con un solo click.

Seguiteci sulla nostra pagina Facebook per non perdere neanche 1 edizione.




domenica 7 agosto 2016

Calciomercato Milan - L'arma a disposizione di Galliani

Da una attenta lettura del comunicato emesso da Fininvest nella giornata che ha sancito il passaggio del pacchetto azionario del Milan dalle mani del Presidente Berlusconi a quelle della cordata cinese guidata da Yonghong Li, emergono alcuni aspetti che creano qualche dubbio in più rispetto a quelli che il comunicato stesso fugherebbe.

Tralasciando la questione investitori coinvolti, che a quanto pare non annovererebbe nè Sal Galatioto nè Nicholas Gancikoff, da sempre dati per coinvolti nella trattativa, ciò che emergono sono cifre e date con le quali avverrà il passaggio di consegne.

Il fondo cinese paga 15 milioni di euro a Berlusconi in occasione della firma del preliminare d'acquisto, impegnandosi a pagarne altri 85 entro 35 giorni.

Il fondo, valutando il Milan 740 milioni di euro (di cui 220 di parte debitoria), si impegna a perfezionare l'acquisto entro e non oltre il 31 Dicembre di questo anno, versando nelle casse di Fininvest la differenza tra valutazione, meno l'anticipo versato, meno i debiti contratti dal Milan.

Il fondo inoltre, si impegna a far confluire nelle casse del Milan 350 milioni di euro nell'arco di un triennio.

E qui il dubbio sorge legittimo: a cosa saranno destinati questi 350 milioni di euro che il fondo verserà nelle casse del Milan? Il comunicato non è affatto chiaro e da adito ad almeno 2 diverse interpretazioni.

sabato 30 luglio 2016

Caos Milan - A quale tipo di operazione si sta lavorando?

La trattativa che dovrebbe portare il Milan ad avere una nuova proprietà è ormai giunta al suo primo compleanno. L'estate scorsa Mr.Bee Taechaubol sembrava vicino all'acquisizione del 48% delle azioni Milan per una cifra di 480 milioni di euro che avrebbe portato i rossoneri ad una quotazione globale monstre pari ad 1 miliardo di euro.

In seguito, come dichiarato più volte per bocca dello stesso Presidente Berlusconi, un inverno-autunno di bufera a livello finanziario in Cina, avrebbe rallentato e poi definitivamente fatto arenare la trattativa tra il broker thailandese e l'ex presidente del consiglio italiano.

Dallo scorso Maggio il Milan è impegnato in una trattativa che in un certo modo sembra essere gemella rispetto a quella archiviata con insuccesso lo scorso anno. Anche in questo caso a trattare con la presidenza rossonera non c'è un gruppo o il rappresentante diretto di un gruppo, ma un broker, o se vogliamo una sorta di facilitatore che risponde al nome di Sal Galatioto.

Tanti sono gli aspetti poco noti della faccenda. Su tutti:

venerdì 22 luglio 2016

International Champions Cup - Prove tecniche di Eurolega

Tra poche ore Manchester United e Borussia Dortmund si sfideranno nella prima di una serie di oltre 20 amichevoli di lusso che rientrano nel calendario degli eventi della International Champions Cup.

Nata 13 anni fa per iniziativa di Relevent Sport, la manifestazione è alla sua nona edizione e vede tra le partecipanti, suddivise in gironcini che si disputeranno in diverse aree del mondo, tutti i club di spicco del calcio europeo.

sabato 16 luglio 2016

Ritratti - Mario Balotelli

Dalla stagione 2012-13 non c'è stata pace per Mario Balotelli. Dopo l'ultima di 3 stagioni di Premier, sono arrivati i trasferimenti al Milan, poi al Liverpool, poi di nuovo al Milan, e stando alle ultime dichiarazioni di Klopp, manager dei reds, la stagione che inizierà tra meno di 3 settimane in Inghilterra, non vedrà Mario agli ordini del manager tedesco ed al fianco di altri campioni come Coutinho, che all'Inter, dove Mario giocò le sue prime partite da campione, ci arrivò proprio grazie ai soldi della cessione dell'attaccante più chiacchierato d'Italia.


Non basterebbero giorni interi per citare le righe più famose dei pezzi di giornale scritti su Mario Balotelli. La sua parabola è stata tanto rapida in ascesa quanto rapida verso il declino. Visti i risultati della scorsa stagione al Milan non dovremmo nemmeno parlare di parabola in quanto, per colpa di una pubalgia curata con un intervento che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi un girone intero a cavallo tra quello d'andata e quello di ritorno, Mario ha assaporato l'erba di San Siro pochissime volte. 23 presenze di cui tante da pochissimi minuti, condite con 3 gol di cui 2 in coppa Italia nel doppio confronto di semifinale contro l'Alessandria.

lunedì 6 giugno 2016

Made in China - Il Dragone che investe nel calcio e fa sul serio

La sessione di calciomercato invernale è stata segnata dallo sbarco in europa di emissari dei club cinesi, arrivati con l'obiettivo di scambiare decine di milioni di euro per giocatori dei più importanti campionati di calcio.

In 45 giorni circa, a far le valigie verso il campionato cinese, c'han pensato Gervinho, Ramires, Guarin, Alex Texeira, Lavezzi, Jackson Martinez e Demba Ba. Ad attenderli in terra cinese c'erano tecnici come Alberto Zaccheroni (ex allenatore della nazionale giapponese), Felipe Scolari (allenatore del Guangzhou) e Sven Goran Eriksson (allenatore dello Shanghai SIPG....tenentelo a mente il nome di questo club)



Mi piace immaginare l'istante appena successivo alla chiusura della trattativa tra gli emissari cinesi ed il DS di una squadra che ha appena ceduto un calciatore in questo modo:

Oh benissimo! Abbiamo appena portato in Cina tal giocatore!

Nello stesso momento, nella testa del DS coinvolto invece:

(Wow! In tempi di vacche magre abbiamo ceduto sto qua che non voleva prendersi nessuno, a prezzo pieno! Un capolavoro. Fammi dire qualcosa di ingelligente. Ah si: ce l'ho!)
Hey tornate quando volete eh. Ci piace fare affari con voi. Voi non siete come gli altri. Se vi interessa qualcun'altro, fateci un fischio: arriviamo noi da voi in risolandia! Eheheheh
(Magari sta battuta me la potevo evitare...ma no dai...hanno sorriso. Ho fatto colpo!)

Già ma a parte questa scenetta, cosa sta succedendo in Cina e perchè 250 milioni di euro sono stati spesi soltanto nell'ultima sessione di mercato, per far si che giocatori non più a fine carriera raggiungessero il campionato del Drago rosso?

Beh il discorso è semplice: il Presidente della Repubblica popolare Cinese, Xi Jinping ha stabilito un piano di breve, medio e lungo termine per far si che il calcio si evolva da uno sport per pochi e ricchi, allo sport più praticato della nazione.

Per farlo ha messo sul piatto 85 M-I-L-I-A-R-D-I di euro all'anno, per 10 anni, con i quali intende far entrare il calcio all'interno dei piani d'insegnamento dello scuole cinesi, formando docenti, tecnici, costruendo campi e scuole federali. Xi Jinping punta a costruire un campo di calcio ogni 10.000 abitanti coinvolgendo più di 100 milioni di cinesi.

I motivi per cui il Presidente cinese ha deciso questo piano sono molteplici. Su tutti possiamo elencarne alcuni:


  1. La Cina è attualmente 81esima nel ranking FIFA. Prima di lei troviamo stati come Cipro e Benin. Uno schiaffo nemmeno tanto "immaginario" per una superpotenza economica mondiale che ama eccellere in qualunque sport e che compete ogni 4 anni per la vittoria del medagliere olimpico.
  2. La Cina vede nel calcio e nello sport in genere un veicolo sociale con il quale tenere a bada alcune beghe interne. Possiamo chiamarlo "strumento di distrazione di massa".
  3. Il business del calcio che attraverso stadi e merchandising è in grado di muovere miliardi di euro ogni anno in Europa, non può non essere replicato in Cina dove gli abitanti sono 1.3 Miliardi. Nel primo piano di vendita del Milan a Mr.Bee era prevista la commercializzazione di 600 milioni di lattine di bibite gasate con la grafica ispirata proprio al club di via Turati
  4. Come in ogni altro ambito produttivo la Cina ha deciso di cambiare volto e di non essere più uno stato che "imita" le eccellenze europee. Vuole essere ella stessa un'eccellenza. Per farlo, ora, c'è bisogno di portare in Cina degli esempi dai quali imparare per poi iniziare a camminare con le proprie gambe.
Alla luce di questo piano di investimenti statale i più grandi colossi industriali cinesi si sono mossi in questi ultimi mesi per acquisire le franchigie calcistiche del massimo campionato cinese. Nessuno privato si farebbe sfuggire l'occasione di un mercato che lo Stato crea con le sue risorse e che da qui a pochi anni vedrà crescere esponenzialmente la propria fame di calcio. La chiamano "diversificazione" ed è una delle strategie di punta dei grandi colossi mondiali che spesso virano dal "core business" per battere altri mercati in cui vedono forti ricavi potenziali.

Jack Ma è stato il primo grande imprenditore cinese a muoversi in questo senso passando dall'e-commerce al calcio, accaparrandosi il 50% del Guangzhou Evergrande passato alla storia per aver vinto con Marcello Lippi allenatore, diversi campionati della Super League cinese oltre alla Champions League asiatica. 


Lo seguiranno colossi altri colossi cinesi come
CITIC Group Yatai group etc etc.

Accade però che i cinesi ci prendon gusto e che gli studi degli advisor sportivi europei inizino a ricevere richieste dalla cina per sondare la possibilità di investimenti calcistici anche nel vecchio continente.

La Cina entra nei campionati europei in sordina tramite il colosso Ledman Optoelectronic, che diventa main sponsor della Serie B portoghese con un accordo che prevede l'affiancamento di tecnici federali cinesi agli allenatori decisi dalle società. Inoltre i talenti formatisi in patria avranno la possibilità di volare in Portogallo ed essere aggregati alle squadre con l'obiettivo di scendere in campo ed iniziare ad accumulare esperienza.

Ma tutto questo non basta e sul tavolo finiscono il dossier Milan ed il dossier Inter, entrambe piazze importantissime nonchè potenze calcistiche in declino alla disperata ricerca di nuove proprietà disposte ad immettere capitali per tornare ai fasti di un tempo.

L'occasione è ghiotta perchè ai vari gruppi d'azienda incaricati di studiare queste possibilità viene spiegato che le due squadre, pur essendo parecchio indebitate, non hanno stadi di proprietà ed hanno una struttura commerciale molto embrionale che sfrutta poco e male il vero valore dei brand.

Partono i primi incontri ed è notizia di oggi il "closing" tra gruppo Suning e l'Inter di Erik Thohir e Massimo Moratti. Mentre sull'altra sponda del Naviglio le trattative tra un consorzio di colossi cinesi e Silvio Berlusconi sembrano essere molto più complicate, ma non impossibili.






Ma la questione calcistica cinese non può e non deve essere vista solo nell'ottica della speculazione finanziaria, della diversificazione aziendale o in ambito sociologico come strumento di distrazione di massa: la decisione politica è quella di far emergere il calcio ma non i gruppi che ci sono dietro.

Vi ricordate quel nome di club che vi avevo detto di tenere a mente? Lo Shanghai SIPG?

Il 21 gennaio di quest'anno il Guangzhou Evergrande decide di privarsi del suo migliore marcatore della storia: Elkeson. Nel comunicato con il quale il Guangzhou cede l'attaccante per 18.5 milioni di euro alla squadra di Sven Goran Eriksson la società dichiara:

Con lo scopo di aiutare i club cinesi a competere nella AFC Champions League e per la gloria nazionale, abbiamo accettato il trasferimento di Elkeson allo Shanghai SIPG.

Per fare un paragone è come se la Juve, per il bene della Roma impegnata nei preliminari di Champions e del ranking UEFA, decidesse di cedere a titolo definitivo Dybala.

Normale no?

Anche questo è il calcio Made in China.


mercoledì 1 giugno 2016

Milan ai cinesi - Facciamo ordine e capiamo a che punto è la trattativa




L'estate pallonara è caratterizzata da una marea di notizie flash propinate dai maggiori siti di informazione.

Questo genere di comunicazione viene scelto per poter trasmettere agli appassionati quante più notizie possibili in un tempo standard più o meno coincidente con quello della "pausa sigaretta".

Il risultato di tutto ciò è che senza la giusta dose di attenzione, possono sfuggire un tot di notizie legate ad una vicenda. Quella della cessione del Milan ad una cordata cinese ne è l'esempio.

Facciamo ordine e conosciamo da vicino i nomi coinvolti in questa trattativa.
Silvio Berlusconi - getty images

Innanzitutto: chi sono questi cinesi che vorrebbero acquistare il Milan?


Salvatore Galatioto - getty images
La giusta ed oggettiva risposta a questa domanda è: non lo sappiamo. Fonti interne al Milan ci riferiscono che nessuno, forse nemmeno lo stesso Silvio Berlusconi, conosce la reale composizione della cordata di imprenditori cinesi che vogliono acquistare il Milan.


Non ci credo: è impossibile. Perchè dici così?

E' importante capire che allo stato attuale la trattativa vede Salvatore Galatioto, italo-americano ex banchiere di Lehman Brothers e faccendiere già coinvolto nella cessione di alcune franchigie NBA, che in veste di advisor per conto della cordata cinese, ha versato un tot di denaro al Milan per assicurarsi due cose.

  1. Diritto di trattativa esclusiva per 30-45gg (che secondo diverse fonti dovrebbe scadere attorno al 15 Giugno)
  2. Accesso ai dati contabili del Milan che in queste ore sono oggetto di revisione da parte di una società romana specializzata nella stesura di relazioni patrimoniali, super necessaria alla cordata cinese per capire la condizione patrimoniale attuale del Milan, i suoi indici di bilancio ed il suo effettivo ed oggettivo valore.
La trattativa dunque è ben lontana dal cosidetto "closing", ossia quella serie di atti che sanciscono la transazione economico-commerciale tra chi cede quote azionarie e chi acquista con denaro le stesse.

In questa fase non sarebbe affatto strano che i nomi degli imprenditori coinvolti non siano stati rivelati nemmeno all'alta diligenza rossonera. L'esposizione mediatica aprirebbe una serie di scenari strategici per chi vende per i quali chi vorrebbe comprare avrebbe tutto da perdere e nulla da guadagnare.

Ma la stampa parla ogni giorno di closing e di giornate "clou" per la cessione

Con tutto rispetto per la stampa, basterebbe contattare gli interessati per sapere che non è stata ancora stilata la relazione richiesta da Galatioto necessaria per formulare l'offerta di acquisto, e che questo importante documento non sarà consegnato prima di Venerdì.

Da quel giorno è immaginabile un periodo di 10 giorni circa in cui l'offerta verrà costruita e presentata a Silvio Berlusconi.

Bisogna tenere a mente che anche quando domanda ed offerta si saranno trovate attorno ad un prezzo di vendita, dovranno essere vagliati temi come la dilatazione dei pagamenti, temi fiscali e temi legati all'uscita-entrata di capitali dagli stati in cui oggi si trovano. Questioni di non poco conto che necessitano di tempi tecnici forse simili a quelli necessari per trovare l'accordo economico.

Berlusconi è in campagna elettorale per il voto amministrativo di Domenica. In alcune interviste si è lasciato sfuggire qualcosa. Cosa c'è di vero e cosa son solo flash di stampa utili soltanto per un bel titolo ad effetto?

Di vero c'è che ANCHE Silvio Berlusconi si è reso conto che uomini di pallone non possono avere ruoli chiave in ambito finanziario-economico-manageriale.
Michael Bolingbroke - getty images

Nicholas Gancikoff - getty images
Le più grandi squadre d'Europa hanno affidato questi delicati compiti a professionisti formatisi accademicamente. Probabilmente Michael Bolingbroke, amministratore delegato dell'Inter, non ha idea di quanti uomini servano per giocare una partita di calcio, ma tra la sua formazione economico-manageriale e quella del Geometra Galliani, capite bene che chiunque sceglierebbe il primo per un posto da amministratore delegato.


Seguendo questa logica è trapelato il nome di Nicholas Gancikoff, già braccio destro di Galatioto, oggi in capo alla Sports Investment Group e che potrebbe prendere il posto di Galliani come amministratore delegato.

Questa al netto delle decine dichiarazioni rese alla stampa da parte di Berlusconi, è forse l'unica verità legata alla trattativa in corso, degna di essere citata.



Questo dunque è l'effettivo stato dell'arte della trattativa attuale in piedi per la cessione del Milan.

Appuntamento alle prossime ore per eventuali sviluppi
Casino dic 14 Image Banner 728 x 90