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martedì 13 giugno 2017

Provocazione Napoli - Punta tutto sul campionato

Il Napoli visto in campionato post eliminazione dalla Champions è stato un Napoli spumeggiante, tecnicamente eccellente e capace di far girare la testa a qualunque avversario. Il gap finale ci dice che la differenza con la Juve è stata di soli 5 punti, con una Roma arrivata seconda sul filo di lana con 1 solo punto in più rispetto ai partenopei.

Il lavoro fatto da Sarri, che ha permesso al Napoli di fare per il secondo anno consecutivo il record di punti in campionato e di terminare la stagione con il miglior attacco dell'intera Serie A, è noto a tutti.

Mertens centrovanti in grado di segnare 28 reti e di fornire 9 assist, Insigne, che la scorsa estate veniva invitato da De Laurentiis ad andare al mare invece di chiedere rinnovi contrattuali da 5 milioni netti all'anno, ha chiuso la stagione con 18 reti e 9 assist. Callejon ha dimostrato per l'ennesimo anno di poter conservare una forma fisica perfetta per oltre 50 partite.

Hamsik ha spadroneggiato a centrocampo chiudendo con un bottino di 12 reti e 10 assist. I nuovi innesti in mediana hanno portato a casa una stagione brillante. Diawara, giovanissimo, ha scalzato quasi da subito Allan nelle gerarchie di Sarri. Il barone Zielinski è venuto fuori nella seconda parte del campionato con un bagaglio tecnico e tattico degno di questo Napoli.

Rog, acquistato lo scorso anno per una cifra ballerina attorno ai 20 milioni di euro, ha fornito prestazioni convincenti ed è atteso il prossimo anno ad una conferma supportata da maggiore costanza di rendimento e spazio nelle scelte di Sarri.

Il Milik visto pre-infortunio dava tutta l'idea di essere il centroavanti giusto per il Napoli e soltanto un crociato saltato in Nazionale lo ha privato di un posto da leader in una stagione stellare.

In difesa Koulibaly è maturato moltissimo seppur conservando il suo stile di difesa incline al rischio costante che però, e di questo gliene do atto con una sorta di mea culpa, è riuscito quasi sempre a stoppare i grandi centroavanti ammirati proprio nell'ultima stagione di A. Tonelli e Maksimovic, arrivati la scorsa estate non hanno regalato picchi prestazionali degni di nota, ma vista la moria di difensori centrali, già non aver fatto danni è un bel risultato.

Ciò che al Napoli è mancato, in alcune partite, è stata un po' di fortuna, un portiere e forse una mini variante tattica in grado di modellarsi maggiormente sulle caratteristiche dell'avversario. Obiettivi sui quali Sarri potrà lavorare nel ritiro estivo che inizierà in anticipo rispetto alle altre squadre per via dell'appuntamento critico col preliminare di Champions di fine estate.

Già: la Champions.

E se il Napoli decidesse, per un solo anno, di concentrarsi solo e soltanto sul campionato?

Analizziamo il quadro italiano: la Juventus dopo 6 titoli interni è interamente concentrata sulla coppa dalle grandi orecchie. Gli sforzi più importanti saranno richiesti alla squadra per raggiungere un'altra finale e tentare di invertire il trend degli ultimi decenni nelle finali europee.

Milan e Inter sono in fase di rifondazione, così come la Roma che dovrà trovare la quadra del cerchio con un nuovo Ds, un nuovo allenatore ed un mercato travagliato.

Il quadro interno dunque, vede il solo Napoli tranquillo del fatto suo e capace di poter organizzare un mercato fatto di pochi nomi (1 portiere, 2 terzini e 1 esterno offensivo destro) ma buoni, per puntellare la rosa ed arrivare a disporre di 2 alternative valide in tutti i settori del campo. Le risorse richieste inoltre, potrebbero arrivare da una annata super dal punto di vista finanziario, culminata con un fatturato da oltre 300 milioni di euro, influenzato si dalle partenze di Higuaìn e Gabbiadini, ma replicabile almeno in parte se la banda di Sarri riuscirà ad accedere alla fase a gironi di coppa.

Poi però, visto il cambio di regolamento europeo che garantirà l'accesso diretto ai gironi a ben 4 squadre italiane, Sarri potrebbe spostare il focus sulla competizione interna lanciando la grande sfida ai bianconeri verso uno Scudetto che tutta Napoli vorrebbe conquistare e che Sarri potrebbe garantire come culmine di un triennio fatto di bel gioco, emozioni e grandi traguardi intermedi ma scarno di titoli.

Se poi l'appuntamento con la Champions non dovesse andare in porto per via della solita maledizione-preliminari, allora non ci potrebbero essere dubbi. L'Europa League è in grado di garantire un terzo dei ricavi della Champions a fronte di trasferte possibili ai limiti dell'imbarazzante.

Sollevare la seconda coppa europea potrebbe essere affascinante ma, vista la condizione particolare della prossima stagione, anche un costo sopportabile in cambio di un one shot in campionato.

La scelta di tralasciare le coppe è una scelta controintuitiva, difficile da capire da parte del tifoso ma potrebbe pagare nel lungo periodo.

Se voi foste nella dirigenza del Napoli, che decisione prendereste per la prossima stagione?

venerdì 16 settembre 2016

Frank de Boer - Un tecnico inadatto al comando

La lista di attenuanti che si potrebbero concedere a Frank de Boer per questo inizio di stagione è lunga più o meno come l'elenco dei Brambilla sulle Pagine Bianche.

Ma difronte alla sconfitta di ieri sera contro gli israeliani dell'Hapoel Beer Sheva, non ci sono attenuanti che reggano.

L'Inter è da sempre un casotto. Dalle mie parti, con il termine "casotto" si indica la cabina presa in affitto allo stabilimento balneare nel periodo estivo, nella quale alla rinfusa si conservano un po' di cose per il mare. Sandali, gonfiabili, creme etc. Ecco l'Inter è questo: pochi difensori, pochi centrocampisti buoni ed una miriade di ali ed attaccanti tanto che quando vedi Palacio titolare ti scatta in mente un sol pensiero: "Palacio? Aaaah Palacio..Te lo ricordi Palacio?". No.

Il punto è che a comandare questo gruppo di giocatori c'è un uomo che su quella panchina non dovrebbe esserci.

Per quanti non la conoscessero, la carriera da allenatore di Frank de Boer è fatta di "alti" (che faccio fatica a considerare tali) e bassi (tanti). 4 campionati olandesi vinti ed 1 supercoppa d'Olanda in 6 anni circa di esperienza da allenatore non devono fuorviare le teste dei più. L'Eredivise è un campionato atipico.

Ogni anno l'Ajax dovrebbe dominarlo e quasi sempre va a finire così. Quando non ci riesce è perchè si verificano la combinazione di 2 eventi: 1) la nuova generazione di giovani dell'Ajax è un po' meno forte del solito 2) PSV o Feyenoord hanno in rosa dei giovani migliori.

Frank de Boer, che secondo i suoi estimatori nel calcio olandese avrebbe dimostrato di essere pronto per la panchina di una "big" del calcio che conta, è riuscito in quelle condizioni a vincere 4 campionati. Ma dalla stagione sportiva 2013-14, il campionato è sempre affare d'altri. 

Le esperienze europee di de Boer invece, sono un continuo disastro. Il suo Ajax è stato costantemente eliminato da preliminari di Champions, gironi di Champions, gironi di Europa League e sedicesimi della stessa competizione. de Boer non ha mai trovato la quadratura del cerchio in Europa, segnale di come l'esperienza del calcio olandese, "zemaniano" come squilibrio tra fase offensiva e fase difensiva, non costituisce il giusto passaporto per sbarcare su altri palcoscenici e dire la propria.

Nonostante una carriera non proprio brillante in un campionato mediocre e le scoppole rimediate in Europa, de Boer sbarca a Milano, sponda Inter portando con se.... il nulla.

L'emblema del match di ieri sera sono 90' trascorsi seduto in panchina in silenzio.

Se fossi un tifoso interista ed avessi la possibilità di porre 1 solo quesito al tecnico chiederei proprio questo: Frank perchè sei stato seduto in panchina per 90' senza mai alzarti per comunicare qualcosa alla squadra?

Sia che crediate che l'allenatore incida poco sui risultati sportivi di una squadra, sia che crediate l'esatto contrario, è indubbio che dall'area che delle panchine l'allenatore possa costituire un valore aggiunto per la squadra. Indicare le marcature, segnalare un'uomo libero nello sviluppo del gioco, indicare una linea di passaggio, uno schema su rimessa, una disposizione in campo particolare, il pressing sul gioco avversario sono tutti esempi di situazioni di match in cui l'allenatore può effettivamente intervenire per migliorare la prestazione della propria squadra.

Conte negli ultimi anni è stato l'emblema di tutto ciò con 95' di costanti indicazioni ai suoi giocatori prima bianconeri, poi azzurri d'Italia ed ora blues. Ma senza voler scomodare l'Antonio nazionale, provate a pensare cosa sarebbe il Sassuolo senza Eusebio Di Francesco in panchina. Se la risposta che vi sovviene è "un'orchestra senza il suo direttore" siete sulla strada giusta.



A de Boer invece tutto ciò non piace. Non basta nemmeno il vantaggio israeliano per scuotere il suo animo e quella posizione assunta sulla panchina che per un po' mi ha fatto pensare che quella inquadrata fosse una replica di cera dell'allenatore interista, piazzata a favor di camera per non dover inquadrare un tecnico alle prese con vere e proprie minacce nei confronti della sua squadra con la speranza che queste potessero servire a raddrizzare il match. E invece no. Quello inquadrato, con l'indice sotto il naso a far non si sa bene cosa era proprio Frank. Il vecchio Frank.

L'Inter è sotto in un match che non può sbagliare perchè in Europa League almeno fino a Gennaio non potrà disporre dei nuovi acquisti e quindi serve mettere da subito fieno in cascina? A Frank non interessa.

L'Inter è sotto in questo match con in campo una squadra molto rimaneggiata che avrebbe tanto bisogno di essere guidata per sopperire alla mancanza di minuti giocati assieme? A Frank non interessa.

L'Inter avrebbe bisogno di un piano tattico per mettere assieme una manovra che abbia un minimo di decenza e che non si infranga contro gli israeliani che ormai capiscono prima degli interisti dove sarà lanciato il pallone? A Frank non interessa.

Anzi no. Frank ordina un cambio. Candreva sveste la tuta, Frank gli si avvicina e gli comunica il piano: "tirate da fuori". E allora scusa...



Caro Frank non sei il primo e non sarai l'ultimo di una serie di allenatori ex-giocatori che sfruttano il proprio passato per accedere direttamente alle panchine che contano saltando la vera gavetta. Quella delle serie minori, dove il valore di un tecnico viene fuori e fa la differenza in campionati in cui quasi mai ci sono squilibri evidenti tra 20 rose in corsa per una promozione. Quella delle piccole squadre che come obiettivo hanno i 40 punti, in cui devi costruire prima una fase difensiva solida e poi tutto il resto. Quella gavetta che ti consente dopo anni di dire che forse forse qualcosa di quel calcio l'hai imparata.

Caro Frank, in questo momento, non sei adatto all'Inter perchè la fase difensiva olandese, non è la fase difensiva italiana. 

Caro Frank non sei adatto all'Inter perchè in olanda il contropiede è una legge di stato, mentre in Italia le difese schierate sono garantite per Costituzione. 

Caro Frank non sei adatto all'Inter perchè in quella torre di Babele fatta di decine di nazionalità diverse, l'unico fil rouge in grado di tenere tutti assieme potrebbe essere proprio l'italiano che ancora non conosci. 

Caro Frank non sei adatto all'Inter perchè l'amalgama di nuovi giocatori e moduli di gioco si crea anche durante le partite chiamando dalla panchina tutto ciò che ho elencato su ma a te sembra non interessare. 

Caro Frank non sei adatto all'Inter perchè nonostante ci sia la Juventus nel prossimo turno di campionato, le coppe per quest'Inter sono fondamentali e te con le coppe non vai tanto d'accordo.

Caro Frank, se puoi batti un colpo. E se vorrai andar via per far spazio a qualcuno che il calcio italiano lo conosce meglio verrò a riconoscerti l'onore delle armi.






venerdì 26 agosto 2016

Tg Bar Sport - 23-25 Agosto

Tg Bar Sport ritorna per offrirvi gli highlights di questa 3 giorni di coppe appena trascorsa.

Non dimenticate di seguire la nostra pagina Facebook per non perdere l'appuntamento con l'unico tg che vi offre tutto il calcio europeo e mondiale in 1 solo click!

Consentiteci, almeno per questa volta, di partire con la coppa meno importante tra le 2 esistenti:

venerdì 19 agosto 2016

Tg Bar Sport - 16-18 Agosto

Prima edizione infrasettimanale del nostro #TgBarSport. 3 giorni di calcio all'insegna di Champions ed Europa League, di calcio d'olimpiade e di Supercoppa di Spagna. Ma andiamo con ordine.





lunedì 18 luglio 2016

Romanzo Mercato - Finale di Europa League - Inter - Manchester United

Sabato 27 Maggio 2017
Solna, Svezia.

20:40. In pieno rispetto dei tempi previsti dal cerimoniale, Viktor Kassai, arbitro internazionale ungherese, conduce le squadre fuori dallo spogliatoio.

Un breve gesto con le mani per afferrare il pallone e consegnarlo al bimbo assegnatogli per il cerimoniale di ingresso e poi dritti verso il centrocampo.

E' la finale di Europa League. A destra della terna arbitrale c'è il Manchester United di Mourinho Ibra e Pogba. A sinistra l'Inter di Mancini.



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