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venerdì 2 giugno 2017

Calciomercato - A spasso per l'Europa tra sogni e realtà

La finale di Cardiff ha di fatto sancito la fine della stagione sportiva 2016-17.

I bilanci sportivi delle grandi società europee sono già in mano a stampa e dirigenze. Quelli veri, fatti di ricavi, costi, ammortamenti, utili, disavanzi e quant'altro invece, sono nelle mani dei revisori contabili e presto termineranno sulle scrivanie dei burocrati Uefa.

Nonostante l'inasprimento delle regole finanziarie (aka fair play finanziario), le grandi società sembrano non porsi limiti per la sessione di calciomercato iniziata qualche settimana fa e pronta ad entrare nel vivo.

La parola chiave sulla bocca di coloro che da questa stagione hanno cavato ben poco dal campo, sembra essere PIANIFICAZIONE.

Pianificazione significa concludere il più presto possibile gli affari necessari per allestire una nuova squadra, aprendo i cancelli a partenze ed arrivi.

E così il City di Guardiola ha già liberato diversi armadietti, subito ri-occupati dai nuovi arrivi nelle fila dei citizens. Bernardo Silva ed Ederson sono rispettivamente il nuovo esterno destro di centrocampo ed il nuovo portiere dei blu di Manchester. Con un biglietto di sola andata per Manchester sembra esserci anche Mendy, terzino del Monaco rivelazione. Con il suo arrivo, la campagna del Manchester potrebbe sforare la quota dei 150 milioni di euro spesi prima ancora che si aprano i termini legali per il deposito dei contratti.

Il Milan cinese, seppur per somme meno importanti, pare essere la seconda squadra più attiva sul mercato con gli arrivi di Musacchio e di Kessie, con Rodriguez, Biglia ed un attaccante (Morata?) in procinto di asciugare il budget di mercato stanziato dai nuovi proprietari e promesso in sede di trasferimento quote all'ex presidente Berlusconi ed al popolo milanista. 

Sull'altra sponda dei navigli, il nuovo capo in pectore del mercato neroazzurro Sabatini, è ancora occupato dalla definizione del nuovo tecnico. Sistemata quella pratica (forse si attende una risposta di Conte?) inizierà la burrasca di mercato già annunciata dalla società che quest'anno vorrebbe concretizzare e monettizzare alcune partenze e raggiungere tutti gli obiettivi di mercato in tempo per ripartire con calma e senza ribaltoni di panchina, tecnici inadeguati e rose fatte più dal mercato che da chiare strategie tecniche. Rudiger? Manolas? Di Maria? James Rodriguez? Tutti nomi probabili ma anche no quando a fare il mercato c'è un uomo rissoso e contorto come Sabatini.

Il podio delle deluse dall'ultima stagione si conclude così, ma in giro per l'Europa ci sono altre compagini che grazie a risultati vincenti, potrebbero disporre dell'ok da parte delle proprietà per continuare a spendere cifre importanti sul mercato.

La Juventus pare aver blindato Schick. E dalla Spagna non è arrivato il no secco che i giornali mettevano in bocca ad Iniesta. Dalla Germania rimbalza una voce che coinvolgerebbe Douglas Costa che stretto da Coman e Ribery, potrebbe lasciare Ancelotti per andare a rinforzare i bianconeri in una zona di campo ben coperta da Mandzukic, ma che i bianconeri vorrebbero sistemare con un elemento veloce, tecnico e dunque simile a quel Cuadrado che a destra si è rivelato un valore aggiunto. Lo scorso anno di questi tempi la Juve quasi annunciava Pjanic e Dani Alves, segnale che scudetti o coppe fa poca differenza. A Torino si pianifica nonostante i risultati o forse grazie anche alla serenità che questi apportano.

Il Manchester United di Mourinho ha chiuso la stagione con 2 titoli provenienti da tornei e la supercoppa in match singolo. In campionato lo United ha preso la paga in maniera forse inaspettata dalle parti dell'Old Trafford ma... come si fa a definirlo un fallimento quello di Mourinho se a fine anno ti ritrovi ad aver sollevato 3 trofei? E allora fuoco alle polveri: Perisic? Fabinho? Un terzino? Un trequartista di ruolo? Un altro difensore centrale? Le vie del Mou sono infinite ma al tempo stesso misteriose. Per cui aspettiamoci di tutto.

Il Bayern di Ancelotti, dopo aver vinto la Bundesliga con giusto un filo di gas ed essere andato fuori contro il Real per colpa di qualche torto arbitrale (...al quale Firenze pare abbia goduto) per il primo anno potrebbe trovar chiuso il supermarket Borussia Dortmund, in grado quasi sempre di fornire materiale di qualità alla squadra bavarese. Gotze a parte. A proposito: che fine ha fatto Mario Gotze? Siamo sicuri che segnare il gol decisivo delle finali di competizioni continentali o mondiali non porti poi sfiga? Eder il portoghese pare sia passato nel rullo di chi l'ha visto. Il Bayern dicevamo... Al Bayern serve un vice Robben, un interno di centrocampo di spessore e sicuramente un sostituto di Lahm. Dalla regia ci dicono che Piszczek potrebbe già essere sul taccuino dei bavaresi, rendendo vano il discorso fatto sul supermarket Borussia Dortmund chiuso, fatto 4 righe fa. Vabè fate un po' come vi pare...

Se Conte dovesse restare sulla panchina del Chelsea, con una Champions da giocare, il buon Roman Abramovich siamo sicuri che sarà chiamato a scucire diversi assegni. Perchè ok: Conte te lo avrà anche fatto risuscitare Victor Moses ma davvero vuoi portartelo a spasso come titolare in Champions? Batshuayi, che oltre ad aver segnato il gol decisivo per il campionato, ha soltanto fatto della gran panca, evidentemente non è il sostituto di Diego Costa al quale potrebbero tornare a cantare le sirene cinesi. Poi servono 2 interni di centrocampo, un difensore, forse un terzino. Insomma caro Roman inizia ad ipotecare qualche yacht.

RESTO DEL MONDO

A Parigi funziona così: si fanno solo acquisti e spesso di qualità. Si vince poco, questo è vero, ma finchè c'è denaro c'è speranza. Anche se a dirla tutta sono più i nomi accostati a possibili partenze che quelli legati agli arrivi. Di Maria fa bagnare...le fronti dei tifosi interisti. Lucas pare essere già con una valigia in mano e la querelle Verratti resta, no Verratti non resta, terrà banco anche quest'estate. Ma a Parigi serve un vice Cavani di spessore, ma soprattutto un nuovo centrocampo in grado di evitare figure barbine come quella del Camp Nou. Perchè ok tutto, ma con Rabiot Thiago Motta e Pastore rischi di essere meno costante di un Ljajic in giornata no.

A Roma sponda giallorossi non siamo ancora sicuri che siano finite le lacrime per l'addio di Totti, ma siamo certi che in queste ore i contabili societari siano alla ricerca della solita quadra imposta un po' dalla Uefa, un po' da Pallotta che tirare fuori soldi a babbo morto pare non abbia intenzione nemmeno quest'anno. E così la stampa pare un fuggi fuggi che a confronto l'evacuazione del Titanic sembra un'ordinata sfilata di forze armate. Rudiger, Manolas, Salah, Perotti e Paredes sono obiettivi di infinite società, aprendo così le possibilità ai giallorossi di colmare e finanziare la campagna acquisti potendo scegliere bene quali pedine sacrificare.

Alla Lazio le cose non vanno molto diversamente rispetto ai cugini giallorossi. Una stagione culminata con la finale di Coppa Italia ed un quinto posto in campionato (con la spina staccata ormai da 1 mese) potrebbe chiudersi con la partenza delle pedine più pregiate. Biglia pare essere saltato a bordo del treno Milan. Keita sembra non voglia rinnovare per essere libero di partire nei prossimi mesi o nella prossima stagione. Inzaghi, lui si certo di restare, saprà re-inventarsi la squadra al netto di partenze di questo calibro?

E le spagnole?

Ah già le spagnole. Terminato il periodo di stop di mercato imposto dal TAS anche il Real si fionderà sul mercato per risvegliare quel torpore che sembra essersi impossessato della casella acquisti. Sicchè se in partenza pare esserci Morata, in arrivo c'è di sicuro Vinicius, 16 anni, 46 milioni di euro. Salute. Il mercato portoghese potrebbe regalare ai blancos l'ennesimo colpo con un Danilo Pereira in probabile arrivo. Sirene tedesce inoltre parlano di Aubameyang. Sedetevi comodi perchè qui con 2-3 colpi parte il quarto di miliardo. Minimo.

Il Barcellona invece deve ripartire dall'eliminazione nei quarti di Champions e una Liga assegnata al Real di Ronaldo. Luis Enrique ha lasciato e se non sapranno agire bene sul mercato, il rischio di replicare la stagione fallimentare appena conclusa, potrebbe essere ben più alto di ciò che si pensa. Umtiti è stato forse l'unico acquisto rivelatosi all'altezza. Andre Gomes non ha convinto e dietro al trio delle meraviglie non c'è molto. O meglio non quel che serve per competere su 2 o più fronti. Il mercato di nomi non ne ha ancora fatti ma il Barcellona è fatto così. Mira e spara ed in 24h la squadra è completa. O quasi.

MENSIONE D'ONORE

Merita una mensione d'onore l'Arsenal di Wenger, che a quanto pare resterà per altri 2 anni sulla panchina dei gunners. Anche quest'anno Wenger farà offerte per chiunque, incasserà dei no anche dal bomber del Poggibonsi e finirà per spendere cifre vergognose negli ultimi giorni di mercato per giocatori che ok, bravini, ma mai che si rivelino affidabili su tutto l'arco del campionato. Ad Arsene ed ai 150 milioni di sterline di budget, dedichiamo un sorso del vinello che ha ispirato quest'articolo.

Mettetevi comodi signori: riparte il calciomercato.


lunedì 6 febbraio 2017

8 fatti ed 8 foto che questa sessione di calciomercato ci ha regalato

"Moglie non ci sono per nessuno. NESSUNO. E' l'ultimo giorno di calciomercato. Una cosa seria. Se chiamano da lavoro di che sono a letto in pericolo di vita. Tanto la balla sarà solo quella del letto...perchè se sto qua non mi compra Barambani, la mia vita è davvero in pericolo".

Tanti di voi hanno vissuto un ultimo giorno di calciomercato così. I più nerd, aka celibi, scapoli e/o divorziati l'han vissuta uguale ma su SportItalia dove tra l'ultima idea di mercato e la bomba Tosotti-al-SanClemorciano, non sono mancati gli stacchi sulla fauna femminile appositamente scelta dal direttorissimo Criscitiello. Che magari di calciomercato ci capisce poco, ma in quanto a....come dire....bellezze naturali si muove come il più astuto dei Beppe Marotta.

Vi starete chiedendo: stai per regalarci la gallery definitiva delle grazie di casa SportItalia???




No. Ma eccovi i colpi più no-sense di questa 30 giorni di calciomercato appena concluso. E se avrete il coraggio di leggerla per intero, chissà che la gallery di cui sopra, non appaia magicamente.

1. Chengdong Zhang. No, non si tratta di un parente della dinastia che ha comprato l'Inter l'estate scorsa, ma di un attaccante cinese (che non segna da 2 anni) passato all'Hebei Fortune di Gervinho e Lavezzi per....20 milioni di euro. Si. 20 milioni di euro. Poco meno di Gagliardini. 

2. Odion Ighalo. Lo scorso anno se vi è capitato di scorrere la classifica dei marcatori di Premier League, non proprio l'ultimo dei campionati di periferia, vi sarete accorti che per più di un girone, il nigeriano del Watford ha guardato tutti dall'alto al basso. 15 reti per lui pronti via. Poi il declino, fino ad un inizio di stagione 2016-17 in cui per lui si sono aperte le porte della panchina a discapito di Stefano Okaka (avessi detto Maradona). Per lui il Changchun Yatai ha messo sul piatto 23 milioni di euro, subito accettati dalla famiglia Pozzo. Goodbye Odion, see you in China!

3. Helder Costa. Se io vi dicessi che una squadra di Championship (la nostra Serie B) ha appena speso 15 milioni di euro per assicurarsi un giocatore, mi credereste? Il fatto è che vi tocca credermi. Il Wolverhampton, attualmente 16esimo in Championship, ha fatto saltare il banco per l'ala sinistra portoghese con passaporto angolano. 15 milioni. 2 volte i danari spesi la scorsa estate in cartellini dall'intera Serie B italiana.

4. PSG. Il-vecchio-caro-PSG ha piazzato 3 colpi. Draxler, Guedes e Lo Celso. Un'ottantina di milioni sono partiti da Parigi con destinazione Wolfsburg, Benfica e Rosario Central per dare ad Emery 3 uomini con i quali sperare nella rimonta in campionato ed in un brillante cammino in Champions. Barcellona permettendo...

5. Crystal Palace. Terz'ultimo con 19 punti in Premier spende ulteriori 40 milioni di euro sul mercato per assicurarsi Schlupp, Milivojevic, Van Aanholt e Sakho. Con i 60 spesi in estate fanno un totale di 100 milioni investiti sul mercato per tirarsi via dalla lotta per la retrocessione. Un po' come in Italia...

6. Tianjin Quanjian. Non siamo difronte all'ultimo caso di follie cinesi. Ma l'acquisto di Witsel merita una mensione d'onore in questa top10. Quelli dello Zenit sono degli idioti. A Gennaio ci prendiamo Witsel per 3.000 lire. cit. tifoso medio juventino. Dalle parti di San Pietroburgo però forse già se la ghignavano, consapevoli che con i giusti agganci a Gennaio avrebbero potuto fare jackpot e con loro il centrocampista belga. Detto fatto. Più di 20 milioni in Russia per il suo cartellino nonostante la scadenza del contratto fosse prevista per il 31 Giugno di quest'anno. Si dice che l'offerta sia stata recapitata già nel periodo natalizio. Pare che sia arrivata con una slitta trainata da renne. Ah: Pato. 18 milioni al Villareal. Così... per non farsi mancare nulla.

7. Ligue 1. E' da giorni che gli addetti ai lavori si chiedono: ma per quale razza di motivo Depay e Payet sono andati in Francia? Di risposta c'è trovano una sola parola: boh. Tra minacce di autolesione del crociato e quant'altro Dimitri Payet ha lasciato il West Ham per andare al Marsiglia. Depay ha lasciato l'Old Trafford per trasferirsi al Lione. Non ci sarebbe nulla di male se non fosse che nessuna delle 2 piazze al momento lotta per palcoscenici importanti, essendo la Ligue 1 affare a tre tra Nizza, PSG e Monaco e la Champions lontana anni luce. Che si siano trasferiti con l'ambizione di rilanciarsi? Come sopra: boh.

8. Chelsea. Il lavoro assurdo di Antonio Conte sulla panchina dei blues ha fatto si che Abramovich operasse sul mercato per dare ancora più alternative all'ex ct della Nazionale. No. No....No. Via Oscar, via Obi Mikel, via Ivanovic. Dentro qualche giovane. Se non fossimo sicuri del contrario diremmo che qualcuno starebbe sabotando il lavoro del tecnico nostrano.

Siete sopravvissuti a queste fantastiche operazioni di mercato? No? Avete chiesto la mascherina per l'ossigeno? Tranquilli, vi servirà.

Eccovi 8 buone ragioni per cui tutto sommato questa sessione di calciomercato è valso la pena viverla. Dio benedica gli affari pallonari...e la fauna di SportItalia.










Per AG90

Marco Pasqua

giovedì 19 gennaio 2017

Non fermate il mercato cinese!

Diciamoci la verità: senza le faraoniche trattative tra le squadre cinesi ed i club europei, la sessione invernale di calciomercato sarebbe soltanto una finestra di mercato in cui le seconde o terze scelte, cambiano club sperando di trovare più spazio oppure la finestra di mercato in cui le squadre che sono riuscite a fare un girone d'andata sopra le righe, tentano di massimizzare le proprie "stelle" vendendole a peso d'oro alle big in difficoltà.

Ma da 2 anni ormai la sessione di mercato invernale è bella o brutta, a seconda del proprio pensiero circa il mercato cinese, quanto quella estiva.

In principio furono Drogba, Diamanti e Gilardino e Marcello Lippi. Lo scorso anno fu quello di Guarin, di Ramires, di Lavezzi, di Gervinho ma anche quello di Luiz Adriano, unico caso nella breve storia del mercato cinese, di giocatore che parte verso la Cina, sbarca, ma non firma il contratto.

La sessione di quest'anno ha già regalato diversi colpi. Tevez, Witsel, Oscar e Obi Mikel hanno già fatto le valigie e raggiunto i ritiri delle loro nuove squadre cinesi. Kalinic potrebbe farle a breve e per ogni trattativa in essere, v'è sempre da registrare l'interesse di una franchigia cinese, pronta ad accaparrarsi giocatori da ogni club europeo.

Nei giorni scorsi alcune fonti di stampa hanno ipotizzato l'avvio di un processo di riforma del mercato calcistico cinese, in grado di mettere freno alle spese faraoniche sostenute dai club per far sbarcare all'ombra del dragone, le stelle del calcio europeo.

Ma siamo davvero convinti che limitare quel mercato sia un bene?

Quelle che seguono sono una serie di ragioni per le quali non dovremmo sperare in una regolamentazione delle spese, altresì definita come salary cap o fair play finanziario made in china:

1) Il campionato cinese ha avuto il merito di creare un mercato per cartellini che in Europa si sarebbero deprezzati fino al valore di 0. Non vi è infatti nessuna squadra che al termine dell'Europeo della scorsa estate sarebbe stata disponibile a versare 15 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni di Graziano Pellè, ex bomber della nazionale italiana. Senza il campionato cinese, il suo cartellino si sarebbe via via deprezzato ed al suo club di appartenenza (il Southampton) non sarebbe rimasto che tenersi in casa il bomber salentino o svincolarlo in stile Llorente-Juventus-Siviglia.

2) Il campionato cinese ha immesso nelle casse e nell'economia dei club europei, vagonate di quattrini utili come il pane in alcune occasioni. Senza i 13 milioni versati dallo Shanghai Shenhua per Guarin, l'Inter non avrebbe potuto acquistare Shaqiri (poi rivenduto a prezzo di costo). Senza la stessa somma incassata per la cessione di Gervinho, la Roma non si sarebbe potuta accaparrare Diego Perotti, esterno chiave della rinascita giallorossa dello scorso anno. La Fiorentina che pare essere in trattativa con il Tianjin Teda per la cessione di Kalinic, potrebbe registrare una plusvalenza enorme visti i 5 milioni versati al Dnipro 18 mesi fa ed i circa 45 disposti ad essere versati nelle casse gigliate per l'attaccante croato nel giro della nazionale. Il mercato cinese dunque spesso è in grado di fungere da stampella economica indiretta dei maggiori club internazionali

3) Non c'è motivo di credere che imporre un tetto si spesa per i cartellini o per gli ingaggi di una squadra cinese, possa funzionare per frenare la folle ascesa della China Super League. Al netto di ingaggi faraonici, il monte ingaggi di una franchigia cinese resta ben lontano da quello lordo di una grande squadra europea. La nuova squadra di Carlos Tevez, record-man d'ingaggio, ossia lo Shanghai Shenhua, difficilmente raggiungerà la quota di 70-75 milioni di euro di ingaggi all'anno a fronte dei 150 lordi circa riconosciuti dalla Juventus alla propria rosa. I livelli di tassazione cinesi non raggiungono la doppia cifra e, con il limite di 4 stranieri ed 1 asiatico, sono soltanto 5 le voci di ingaggio pesanti che spesso e volentieri una squadra cinese dovrà sopportare. Gli ingaggi delle stelle con gli occhi a mandorla, come per esempio Gao Lin, top scorer del Guangzhou Evergrande, non sfiorano il milione di euro, secondo diverse fonti. A conti fatti dunque ciò che una franchigia spende in salari è ancora irrilevante anche al netto di ingaggi faraonici come quello pattuito con l'ex stella della Juventus.

4) Per stringere un accordo è sempre necessario che due mani di persone diverse si tocchino. Una qualunque cifra frutto di uno scambio di beni o servizi è pur sempre determinata dall'intersezione tra la curva di domanda e quella d'offerta. Cosa significa? Significa che credere che un giocatore o una squadra abbiano le mani legate difronte ad 1 offerta è come bendarsi gli occhi col prosciutto! Se un giocatore dice di si ad un'offerta faraonica sarà stata una sua scelta, fatta nel pieno delle proprie facoltà mentali. Nessun emissario cinese, a quanto risulta, imperversa per l'Europa con una pistola da puntare alla tempia di un giocatore per convincerlo ad intraprendere un nuovo percorso professionale in Cina. I soldi affascinano tutti, questo è vero, ma in una transazione ad esito positivo, quasi nessuno fa un vero e proprio "sacrificio".

5) Che piaccia o meno il calcio è un business, e come in tutti i business, quando un nuovo mercato si affaccia è probabile che lo faccia con toni numeri e mani pesanti per un periodo iniziale. Sono quelli che in altri ambiti vengono definiti come costi di start-up. Il campionato cinese si sta collocando sullo scacchiere internazionale garantendosi attenzioni a suon di milioni di euro, peraltro ininfluenti visti i colossi che lo supportano. Quando in Italia avevamo i Moratti, i Berlusconi, i Cragnotti, Sensi, Cecchi Gori & co. che spendevano cifre folli per rinforzare le proprie squadre, dov'erano gli scontenti di oggi?

La Cina vuole crescere e per farlo, parallelamente ad una serie di iniziative interne, deve servirsi di "manovalanza" estera. Al netto dei 5 punti sopra-elencati come si può credere che gli effetti sul calcio nostrano, saranno negativi??





Antica Bottega Monaco - Gli affari di Dmitry Rybolovlev

Quando nel 2011 il magnate russo del potassio Dmitry Rybolovlev annunciò di aver acquisito il 66% delle quote del Monaco, la Francia si ritrovò a fare i conti con la seconda acquisizione estera di una sua squadra di calcio.

La storia del passaggio di quote del Monaco fece sollevare più di qualche ciglio vista l'acquisizione ancora fresca del PSG da parte del fondo Qatariota gestito dalla famiglia Al-Thani. Tutto sommato però, il Monaco galleggiava in acque non proprio di primo piano. La squadra era retrocessa in Ligue 2 e lo stadio che da anni ospitava la Supercoppa europea, di colpo, divenne la sede di match molto meno importanti dal punto di vista mediatico e sportivo, non solo europeo ma anche nazionale.

Quando Rybolovlev sbarcò nel principato monegasco i più pensarono ad un'operazione di esportazione di capitali dalla Russia verso il ben più sicuro enclave in terra francese. Altri invece, sulla base delle prime notizie reperite sul nuovo patron, videro nell'operazione un inizio di scalata verso le banche monegasche da parte dei magnati russi, vogliosi di trovare altri lidi in cui parcheggiare i loro profitti dopo aver quasi di fatto comprato l'intera Cipro in termini di banche, infrastrutture ed assets vantaggiosi.

Rybolovlev invece sbarcò a Monaco con l'idea che il calcio potesse essere un investimento profittevole. Un modo, come un altro, di remunerare il capitale attraverso una sana gestione aziendale ed un focus verso gli aspetti di gestione più moderni rispetto a quelli canonici.

In più il campionato francese, grazie proprio al lavoro fatto dal PSG, stava recuperando appeal, con tutto ciò che ne derivava dal punto di vista degli introiti. Insomma l'investimento sportivo era molto più allettante di qualunque altro fine immaginabile all'epoca.

Il 29 Maggio 2012 il patron russo decide di dare fuoco alle polveri ingaggiando Claudio Ranieri con un contratto biennale ed una precisa richiesta: riportare il Monaco in Ligue 1 il più preso possibile.

L'attuale tecnico delle foxes impiega 2 giornate in meno rispetto al calendario per ottenere la promozione. Il Monaco torna nella massima serie francese ed è esattamente in quel giorno che l'antica bottega Monaco inizia a lavorare in prospettiva.

Nell'estate del 2013 sbarcano a Monaco James Rodriguez, Ricardo Carvalho, Joao Moutinho, Eric Abidal, Jeremy Toulalan, Geoffry Kondogbia e Radamel Falcao per la cifra record di 62 milioni di euro.

Totale speso? Siamo ben oltre i 150 milioni di euro.

Il risultato della prima stagione di Ligue 1 è un fantastico secondo posto dietro il PSG che lancia il Monaco in Champions League.

La vetrina europea mette in luce alcuni dei talenti più importanti della squadra e, nonostante siano state formulate diverse ipotesi circa le cessioni condotte nel 2014, quella del Monaco è una scelta ben precisa: investire oggi per rivendere domani.

James Rodriguez, complice 1 annata pazzesca coronata con un Mondiale brasiliano di estrema qualità, terminato ai quarti contro il Brasile padrone di casa, lascia Monaco dopo soli 12 mesi ed i 70 milioni complessivi spesi per lui e Joao Moutinho, diventano 80 milioni incassati soltanto per la cessione del colombiano al Real Madrid.

Dopo 20 presenze ed 11 reti segnate ed un grave infortunio che non gli consentirà di guidare i cafeteros nella spedizione brasiliana, anche Radamel Falcao lascia Monaco.

Per lui infatti si fa vivo il Manchester United di Van Gaal che offre 12 milioni ai monegaschi per il prestito e ne pattuisce 55 per un eventuale successivo riscatto. L'attaccante colombiano non trova il feeling con il tecnico e la squadra e a fine anno, lascia i Red Devils avendo comunque sollevato il club monegasco del suo ingaggio da circa 20 milioni di euro a stagione.

Nell'estate del 2014 lascia Monaco anche quel promettente Emmanuel Riviere messosi in luce come seconda punta al fianco di Falcao e poi come prima punta monegasca, per una somma vicina ai 7 milioni di euro.

Il primo anno di Ligue 1 si chiude con un saldo positivo pari a circa 50 milioni di euro ovvero 1/3 di quanto speso nella stagione precedente.

Ma è il mercato estivo successivo, quello che infiamma le casse monegasche e conferisce splendore all'Antica bottega Monaco.

Di ritorno dal prestito, Falcao transita soltanto a Monaco, ripartendo verso il Chelsea di Mourinho. A Monaco arriva l'esonero dal pagamento dell'ingaggio ed altri 7 milioni più bonus per l'operazione di prestito, che secondo diversi media, pareggiano la spesa per il prestito sostenuta la stagione precedente dal Manchester United.

A lasciare Monaco con destinazione Manchester United, questa volta, è Anthony Martial, per una cifra vicina ai 50 milioni di euro fissi più altri 30 di bonus. Il mondo resta shockato ed il tanto agognato attaccante Mister X inseguito da Van Gaal si scopre essere proprio il giovane francese in forza al Monaco, che fino a quel momento non aveva propriamente brillato.

Geoffrey Kondogbia, arrivato per 20 milioni di euro dal Siviglia, attira su di se le attenzioni delle milanesi, e dopo un'asta al rialzo, sbarca a Milano sponda Inter per una cifra complessiva pari a 40 milioni di euro. Ritorno dell'investimento: +100%

Il PSG dominatore della Ligue 1 mette gli occhi sul terzino francese Layvin Kurzawa e dopo una trattativa lampo, se lo assicura per 25 milioni di euro. In questo caso la plusvalenza è totale visto che il polivalente terzino a Monaco era cresciuto con relativa trafila di giovanili.

L'Atletico di Simeone mette gli occhi sull'ala sinistra belga Yannick Carrasco ed anche in questo caso la disponibilità a cedere si manifesta tra i dirigenti del Monaco. In cambio di 17 milioni di euro, il belga diventa proprietà del cholo Simeone. Come per Kurzawa, la provenienza dalle giovanili monegasche assicura a Rybolovlev & co. una plusvalenza totale.

Aymen Abdennour dopo 14 mesi di esperienza monegasca è l'ennesima partenza di una campagna acquisti/cessioni da record. Pagato 13 milioni di euro, lascia Monaco per 22 milioni ed un biglietto per Valencia.

Per 7.5 milioni di euro Lucas Ocampos, oggi in forza al Genoa, lascia Monaco con destinazione Marsiglia facendo levitare il totale degli incassi estivi per la campagna 2014/15 ad una cifra monstre di 167 milioni di euro.

Il Monaco ne spende 96 per assicurarsi i rimpiazzi ed in meno di 2 stagioni, i 160 milioni spesi per posizionare la squadra sulla cartina delle potenze europee, rientrano per intero nelle tasche di Dmitry Rybolovlev.

Nella scorsa estate il Monaco chiude la campagna acquisti/cessioni con un deficit di 30 milioni di euro. Cifra che però non spaventa affatto la diligence monegasca in quanto:

- Radamel Falcao è tornato a ruggire avendo siglato già 10 reti in metà campionato.

- Guido Carrillo arrivato per 9 milioni di euro dall'Estudiantes, ne ha siglati già sette in campionato accendendo diversi fari sulla sua posizione.

- Thomas Levar, tuttocampista monegasco, è considerato da molti LA prossima stella monegasca, grazie ad una stagione da 8 reti e 3 assist

- Fabinho, infallibile rigorista, è ancora tra i pensieri di Mourinho che se vorrà portarlo a Manchester, dovrà reperire una cifra ben più alta rispetto ai 50 milioni di euro rifiutati dai monegaschi la scorsa stagione.

-Bernardo Silva, autore di una stagione pazzesca, sembra essere finito anch'egli sul taccuino di Mourinho pronto a spendere fino a 70 milioni di euro per assicurarsene le prestazioni.

- Secondo diverse fonti, il valore di mercato di Gabriel Boschilla è già triplicato rispetto ai 9 milioni di euro versati al Sao Paulo la scorsa stagione.

- Come se non bastasse, il Monaco è approdato agli ottavi di Champions ed insegue il Nizza al vertice della Ligue 1 con qualche speranza di vittoria in più rispetto agli scorsi anni, data dalla partenza un po' sbilenca del PSG privatosi di Zlatan Ibrahimovic.

La somma di questi fattori fa dell'antica bottega Monaco una delle maison più brillanti in Europa, in grado di scovare attraverso un intenso lavoro di scouting rivelato proprio dal patron Rybolovlev, i migliori talenti in tutti i campionati del globo. Questo "semplice" lavoro garantisce l'autosufficienza finanziaria alla squadra ma anche la bontà di quell'investimento profuso ormai 5 anni fa da uno sconosciuto magnate del potassio russo.






mercoledì 7 settembre 2016

Skybet Championship - Una cadetteria ricchissima

L'ultima finestra di calciomercato è ormai andata in archivio. Al termine di 3 mesi di contrattazioni, esplose come sempre nelle ultime ore, è tempo di bilanci e curiosità.

Chi si aspettava l'ennesimo mercato drogato dai cinesi è rimasto quasi a bocca asciutta. Complice una chiusura anticipata rispetto alla deadline europea del 31 agosto, la Super League cinese non si è affatto rivelata la lega più spendacciona sul mercato. Nella massima serie dagli occhi a mandorla sono sbarcati Hulk e Pellè i cui costi di trasferimento (circa 70 milioni in 2) coprono per larga parte i 130 milioni circa spesi in cartellini nell'ultima sessione di mercato.

130 milioni però sono "solo" il 52% circa di quanto speso da un altro campionato, questa volta europeo e che ha stupito il mondo intero per la propria forza di fuoco: la Championship

Secondo i dati raccolti tra transfermarkt, l'ammontare dei milioni spesi in cartellini nell'ultima sessione estiva da parte delle squadre della serie cadetta di sua maestà, è stato pari a 250 milioni di euro

Una cifra MOSTRUOSA se paragonata ad esempio, con le altre cadetterie d'europa. 



Per una Championship che spende 250 milioni circa, ci sono cadetterie che non arrivano a superare i 10 milioni spesi in cartellini come Serie B e campionato spagnolo. Il dato francese invece colpisce all'opposto rispetto a quello inglese, con un mercato che a quanto pare è stato fatto con prestiti, acquisti e cessioni a titolo gratuito.

Molti sono i fattori che hanno consentito alla cadetteria inglese di spendere così tanto nell'ultima sessione di mercato.

Innanzitutto se da una parte sorprende il dato di spesa, dall'altra c'è il dato dei ricavi di mercato che volendo, soprende ancor di più.

La Championship infatti è riuscita ad incassare oltre 260 milioni di euro, chiudendo il rapporto Costi meno Ricavi a +12 milioni di euro.



Un altro fattore che spiega il quarto di miliardo speso nell'ultima sessione di trasferimenti è il cosidetto "paracadute economico" che la Premier ha iniziato da qualche anno a stanziare per "aiutare" economicamente le squadre che retrocedono dalla Premier alla Championship, uscendo dal computo delle squadre che hanno beneficiato in passato dei contratti importanti relativi ai diritti Tv e che da quest'anno potranno beneficiare dell'ultimo contratto triennale firmatto dalla Barclays Premier League con i vari broadcaster internazionali, da oltre 8 miliardi di euro.

Scendere in serie B, in Inghilterra è soltanto un dramma sportivo. Dal punto di vista economico, non lo è affatto, considerando le cifre in ballo che vanno dai 70 fino anche ai 110 milioni di euro con in verificarsi di certe circostanze.

Il terzo fattore da tenere in considerazione si chiama Newcastle. Lo scorso anno nemmeno Rafa Benitez è riuscito nell'impresa di salvare i bianconeri dalla retrocessione.

Il Newcastle figura al 20esimo posto nella classifica dei ricavi per club, con una cifra pari a 170 milioni di euro.


La Championship inglese dunque, può contare sui numeri e sulla potenza economica di una vera e propria corazzata finanziaria mondiale, in grado di generare ricavi simili a quelli dell'Inter e distante soltanto 10 milioni di euro dal monte ricavi della Roma, che però lo scorso anno ha partecipato alla Champions League, superando anche la fase a gironi.

L'allenatore spagnolo, rimasto anche quest'anno nella città dei geordie, in qualità di team manager (figura che in Inghilterra equivale al nostrano direttore sportivo) ha operato sul mercato in maniera oculata, lasciando partire i gioielli più desiderati dal mercato e puntando alla costruzione di un nuovo ciclo di giocatori con i quali recuperare al più presto la massima serie inglese. 

I risultati di mercato sono stati impressionanti. Fuori Sissoko per 35 milioni. Fuori Wijnaldum per 27.5 milioni. Fuori Townsend per 12.5 milioni. Fuori Janmaat per 9 milioni ed infine fuori anche Cabella e Cissè per altri 14 milioni complessivi. Dentro: Gayle, Ritchie, Yedlin, Diamè e tanti altri tra cui anche l'ex Palermo Lazaar per una spesa pari a 64 milioni di euro che ha consentito al club di chiudere la finestra di mercato con un profitto pari a circa 36 milioni di euro.

Il Newcastle però non è stata la sola squadra retrocessa a muovere sul mercato cifre importanti. Anche l'Aston Villa, retrocesso dopo una stagione di Premier travagliatissima, ha dato fuoco alle polveri durante l'estate, realizzando un risultato all'opposto rispetto a quello del Newcastle, ossia chiudendo la sessione con un buco pari a circa 40 milioni di euro.

Un disavanzo che stacca di ben 4 volte il secondo peggiore disavanzo fatto registrare dal Wolverhampton di Zenga, passato di mano in estate e voglioso di tornare in Premier.

Al netto di un mercato spumeggiante da parte di 2-3 squadre vi è anche un altro fattore che consente alla Championship di muoversi sul mercato con cifre che individualmente rappresentano l'intero movimentato da parte delle cadetterie spagnole ed italiane: gli stadi di proprietà o in affidamento pluriennale.

Tra affidamenti, sponsor e proprietà, quasi tutte le società di cadetteria inglese si occupano in prima persona degli stadi e di tutto ciò che ruota attorno ad essi in termini di merchandising, drink and food e quant'altro, garantendo alle squadre cifre che lo scorso anno superavano o addirittura triplicavano il monte diritti d'immagine del Napoli, fermo a quota 700 mila euro.

La somma di tutti questi fattori fa del secondo campionato inglese un business importantissimo.
Un business che al contrario della cadetteria nostrana, ad esempio, opera sul medio-lungo termine acquisendo i cartellini dei giocatori al 100% evitando quanto più possibile i prestiti.


Questo perchè nella rivalutazione e nelle successive cessioni a suon di milioni di euro, i club vedono la benzina futura per il proprio motore, molto differente in termini economici dai cosiddetti premi di valorizzazione, spesso pari a qualche migliaio di euro, riconosciuti ai club di Serie B da parte dei club di Serie A.
In Inghilterra dunque, non c'è solo la Premier che punta al primato internazionale, ma anche una Championship che fa le cose per bene e che, dopo aver superato già la Ligue1, la Primeira Liga portoghese e l'Eredivise, si candida ad essere il quinto campionato di calcio più importante del mondo per giro d'affari.

E se questo è l'inizio...




sabato 27 agosto 2016

Alla Juventus serve un quarto attaccante?

A pochissime ore dal termine della finestra estiva di calciomercato, il parco attaccanti puri della Juventus annovera 3 nomi. Higuaìn, Mandzukic e Dybala. Un po' poco per affrontare campionato e Champions da protagonisti. 

Pjaca, esterno croato arrivato in estate dalla Dinamo Zagabria, non ha grande esperienza internazionale ed a livello tattico, ha pochissime partite disputate da vero riferimento offensivo. La partenza di Zaza inoltre, spinge la Juve ad un bivio tecnico-tattico molto importante: concentrarsi solo sul centrocampista o tornare sul mercato alla ricerca del quarto nome offensivo che nelle teste del trio Marotta-Agnelli-Paratici sarebbe dovuto essere Gabigol e che nelle scorse ore ha preferito l'offerta interista al fascino della vecchia signora?

La pianificazione del mercato è uno dei fiori all'occhiello della nuova triade in capo alla squadra juventina. Tutti i colpi estivi sono stati messi a disposizione di Allegri con relativa tempestività, per non dar vita ad aste sul fronte del mercato e per non perdere allenamenti preziosi che dal punto di vista del rendimento si sarebbero potuti trasformare in eventuali punti persi nelle prime due giornate di campionato.

Ma ora il tempo stringe e se da una parte era impensabile rifiutare l'offerta del West Ham per l'attaccante lucano, dall'altra si apre il fronte della ricerca del suo sostituto.

La storia insegna che i colpi messi a punto negli ultimissimi giorni di mercato, non sempre si sono rivelati azzeccati. Hernanes, che lo scorso anno arrivò a ridosso della chiusura della finestra estiva, non ha dato il contributo tecnico sperato e quest'anno, il suo ingaggio unito ad una sfiducia tecnica, costituirà una delle gatte da pelare più spinose per Marotta&co. Segno che comprare di fretta può poi rivelarsi un cattivo affare di lì a poco.

Ma cosa offre il mercato?



giovedì 18 agosto 2016

Porte girevoli Sampdoria - Tra partenze importanti ed arrivi modesti

Nel 1888 Theophilus Van Kannel ottiene dall'ufficio brevetti americano il certificato di registrazione della sua nuova invenzione: la porta girevole.

Da quel giorno, quella semplice invenzione composta da 3-4 ante che ruotano in senso antiorario attorno ad un asse verticale, è stata utilizzata in centinaia di applicazioni diverse, comprese alcune molto vicine al mondo del calcio.

Il tornello, introdotto attraverso decreti del legislatore, qualche anno fa, non è altro che una mutazione nemmeno troppo sofisticata del sistema di porte girevoli.

Nel 1888 il signor Van Kannel non poteva minimamente immaginare che qualche secolo dopo, la sua invenzione sarebbe diventata addirittura una metafora.

Genova, sponda Samp, quest'estate è simile ad una porta girevole che ruota con costanza e che accoglie o saluta vecchi e nuovi giocatori.

Da quando Massimo Ferrero, personaggio a dir poco eccentrico, ha preso in mano le redini della società, la Sampdoria ha ceduto praticamente qualunque pezzo pregiato e non, presente in rosa.

domenica 7 agosto 2016

Calciomercato Milan - L'arma a disposizione di Galliani

Da una attenta lettura del comunicato emesso da Fininvest nella giornata che ha sancito il passaggio del pacchetto azionario del Milan dalle mani del Presidente Berlusconi a quelle della cordata cinese guidata da Yonghong Li, emergono alcuni aspetti che creano qualche dubbio in più rispetto a quelli che il comunicato stesso fugherebbe.

Tralasciando la questione investitori coinvolti, che a quanto pare non annovererebbe nè Sal GalatiotoNicholas Gancikoff, da sempre dati per coinvolti nella trattativa, ciò che emergono sono cifre e date con le quali avverrà il passaggio di consegne.

Il fondo cinese paga 15 milioni di euro a Berlusconi in occasione della firma del preliminare d'acquisto, impegnandosi a pagarne altri 85 entro 35 giorni.

Il fondo, valutando il Milan 740 milioni di euro (di cui 220 di parte debitoria), si impegna a perfezionare l'acquisto entro e non oltre il 31 Dicembre di questo anno, versando nelle casse di Fininvest la differenza tra valutazione, meno l'anticipo versato, meno i debiti contratti dal Milan.

Il fondo inoltre, si impegna a far confluire nelle casse del Milan 350 milioni di euro nell'arco di un triennio.

E qui il dubbio sorge legittimo: a cosa saranno destinati questi 350 milioni di euro che il fondo verserà nelle casse del Milan? Il comunicato non è affatto chiaro e da adito ad almeno 2 diverse interpretazioni.

lunedì 1 agosto 2016

Pagelle di Calciomercato - Luglio

Il primo vero mese di contrattazioni pallonare è appena andato in archivio. Nei 31 giorni appena passati, oltre 2 miliardi di euro sono stati spesi per acquisire le prestazioni sportive di oltre 16.000 giocatori che hanno cambiato casacca.

In questo via-vai di giocatori e denaro, ci sono squadre che si sono comportate in maniera egregia ed altre che al mercato sembrano non volerci pensare.

Ecco i miei voti ai maggiori club internazionali sulla base del mercato fin qui condotto.

Voto 10 alla Juventus. Che altro voto vuoi dare ad una squadra che in 30 giorni piazza i colpi Pjaca, Benatia ed Higuaìn, spendendo qualcosa come 115 milioni di euro all'incirca, per assicurarsi il migliore talento croato in circolazione, uno dei più forti difensori in circolazione e l'attaccante che pochi mesi fa ha vinto la classifica marcatori in Italia segnandone 36? 10. Come il numero di Pogba. Che dovrebbe andar via ma che al momento è ancora un giocatore della Juventus. Chapeau.


Voto 9 al Barcellona. 16 milioni sono bastati per assicurarsi Lucas Digne, ex Roma e PSG. Sabatini avrebbe voluto confermarlo perchè forse il laterale sinistro, che a dirla tutta non sfigura nemmeno a destra, è uno dei maggiori talenti in circolazione capace di brillare già al primo anno di Serie A. Ma lo sconto dal PSG non è arrivato ed i blaugrana hanno avuto gioco facile. Alla corte di Luis Enrique in questo Luglio, non è arrivato solo Digne, ma anche Umtiti via Lione, difensore centrale francese di ottime prospettive, Denis Suarez, ala sinistra pagata poco più di 3 milioni e già schierato più volte nel pre-campionato, e dopo una trattativa lampo anche quell'André Gomes corteggiato da mezza europa. 

sabato 30 luglio 2016

Caos Milan - A quale tipo di operazione si sta lavorando?

La trattativa che dovrebbe portare il Milan ad avere una nuova proprietà è ormai giunta al suo primo compleanno. L'estate scorsa Mr.Bee Taechaubol sembrava vicino all'acquisizione del 48% delle azioni Milan per una cifra di 480 milioni di euro che avrebbe portato i rossoneri ad una quotazione globale monstre pari ad 1 miliardo di euro.

In seguito, come dichiarato più volte per bocca dello stesso Presidente Berlusconi, un inverno-autunno di bufera a livello finanziario in Cina, avrebbe rallentato e poi definitivamente fatto arenare la trattativa tra il broker thailandese e l'ex presidente del consiglio italiano.

Dallo scorso Maggio il Milan è impegnato in una trattativa che in un certo modo sembra essere gemella rispetto a quella archiviata con insuccesso lo scorso anno. Anche in questo caso a trattare con la presidenza rossonera non c'è un gruppo o il rappresentante diretto di un gruppo, ma un broker, o se vogliamo una sorta di facilitatore che risponde al nome di Sal Galatioto.

Tanti sono gli aspetti poco noti della faccenda. Su tutti:

venerdì 29 luglio 2016

Serie A - L'altra fetta della torta

Secondo i bookmakers italici le probabilità che la Juventus si riconfermi Campione d'Italia per la sesta volta consecutiva, superano abbondantemente il 65%



Ma se i bianconeri si presentano ai nastri di partenza della Serie A 2016-17 da assoluti favoriti, è interessante notare come alle loro spalle, la faccenda sia molto molto più complicata con il restante 35% da suddivedersi tra Roma, Napoli ed Inter.

Questo mese e mezzo di contrattazioni ufficiali a cui va aggiunto anche il mese di Giugno in cui i vari direttori sportivi si sono comunque mossi alla ricerca di rinforzi per la propria rosa, non ha regalato particolare gioie per le squadre che inseguono i bianconeri.

domenica 24 luglio 2016

Romanzo Juve - Higuaìn - L'attacco all'argentino

Clicca qui per leggere la prima parte


Domenica 17 Luglio. Milano.

"Beppe De Laurentiis non ne vuole sapere di trattare. Domani che intendi fare?"

"Nulla Andrea. Domani io e Fabio non dobbiamo assolutamente fare nulla. Se non facciamo nulla sarà De-La a venire da noi. Ed anche se non verrà da noi, dovrà comunque parlare alla stampa ed al popolo napoletano. Noi invece non abbiamo nessun obbligo. Aspettiamo e vediamo cosa dichiarerà De Laurentiis. Se attacca, noi incassiamo. Se si difende, noi attacchiamo".

"Non ti seguo molto Beppe, ma va bene."

mercoledì 20 luglio 2016

Alla Juve serve un attaccante - Chi prendere?

Aurelio de Laurentiis, con una conferenza stampa molto chiara, ha spiegato che al momento non esiste nulla che lega Napoli e Juventus in merito ad un eventuale trasferimento di Gonzalo Higuaìn alla corte di Allegri.




Volendo dare per chiuso questo capitolo, resta in casa bianconera, aperta la questione attaccanti.

Con la partenza di Morata e la presenza in rosa dei soli Dybala, Mandzukic e Zaza (che potrebbe salutare la compagnia, destinazione Wolfsburg), in casa Juventus resta aperto il discorso di completamento della rosa per puntare seriamente alla Champions, che non può prescindere dal trovare un attaccante in grado di segnare spesso nei match che contano.

lunedì 18 luglio 2016

Romanzo Juve - Higuaìn - La strategia bianconera

1 Luglio 2016. Torino


"Pavel sono Beppe".

"Beppe ciao, dimmi tutto..."

"Pavel hai sentito cosa ha detto il fratello di Higuaìn? Non vuole rinnovare il contratto..."

"Si ho sentito"

"Senti allora stavo pensando che...anzi...facciamo così chiamo Fabio Paratici e Andrea Agnelli. Ci mangiamo una pizza stasera e ragioniamo un attimo, ok?"

"Va bene Beppe".

Romanzo Mercato - Finale di Europa League - Inter - Manchester United

Sabato 27 Maggio 2017
Solna, Svezia.

20:40. In pieno rispetto dei tempi previsti dal cerimoniale, Viktor Kassai, arbitro internazionale ungherese, conduce le squadre fuori dallo spogliatoio.

Un breve gesto con le mani per afferrare il pallone e consegnarlo al bimbo assegnatogli per il cerimoniale di ingresso e poi dritti verso il centrocampo.

E' la finale di Europa League. A destra della terna arbitrale c'è il Manchester United di Mourinho Ibra e Pogba. A sinistra l'Inter di Mancini.



sabato 16 luglio 2016

Ritratti - Mario Balotelli

Dalla stagione 2012-13 non c'è stata pace per Mario Balotelli. Dopo l'ultima di 3 stagioni di Premier, sono arrivati i trasferimenti al Milan, poi al Liverpool, poi di nuovo al Milan, e stando alle ultime dichiarazioni di Klopp, manager dei reds, la stagione che inizierà tra meno di 3 settimane in Inghilterra, non vedrà Mario agli ordini del manager tedesco ed al fianco di altri campioni come Coutinho, che all'Inter, dove Mario giocò le sue prime partite da campione, ci arrivò proprio grazie ai soldi della cessione dell'attaccante più chiacchierato d'Italia.


Non basterebbero giorni interi per citare le righe più famose dei pezzi di giornale scritti su Mario Balotelli. La sua parabola è stata tanto rapida in ascesa quanto rapida verso il declino. Visti i risultati della scorsa stagione al Milan non dovremmo nemmeno parlare di parabola in quanto, per colpa di una pubalgia curata con un intervento che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi un girone intero a cavallo tra quello d'andata e quello di ritorno, Mario ha assaporato l'erba di San Siro pochissime volte. 23 presenze di cui tante da pochissimi minuti, condite con 3 gol di cui 2 in coppa Italia nel doppio confronto di semifinale contro l'Alessandria.

venerdì 15 luglio 2016

Mancini - Cosa ti prende?

Caro Mancio,

La conferenza stampa di ieri è stata una mazzata morale inflitta a tutto il popolo interista. Popolo che, se potesse, ti chiederebbe all'unisono: Mancio cosa ti prende?

Ritratti - Joao Mario

Uno dei talenti più interessanti messosi in mostra negli europei francesi vinti dal Portogallo di Cristiano Ronaldo è stato senza alcun dubbio Joao Mario.

Il centrocampista portoghese, 23 anni, di proprietà dello Sporting Lisbona ha soffiato il posto nell'11 di partenza ad altre pedine della mediana lusitana come Andrè Gomes e Ricardo Quaresma, dimostrando dal primo minuto giocato, di avere tecnica, senso tattico ed idee di gioco al di sopra della concorrenza.

Ma...chi è Joao Mario? E perchè tante squadre sia italiane (Inter) che estere (Chelsea, Manchester United e Real Madrid) hanno puntato i loro fari su di lui?

Joao Mario nasce a Porto nel 1993 e per la squadra della sua città inizia a dare i primi calci ad un pallone. In Portogallo esiste una legge della federazione locale che impone ai club che vogliono allargare i propri orizzonti alle squadre cosiddette under, di avere delle vere e proprie accademie in cui gli studi obbligatori vengono si combinano con la passione calcistica, gli allenamenti e le prime stagioni sportive dei ragazzi.


Per queste ragioni Joao Mario frequenta dal 2002 al 2004 l'accademia di calcio del Porto, prima di lasciarla per proseguire la sua crescita in quella dello Sporting Lisbona all'età di 11 anni.

7 anni dopo Joao viene convocato assieme ad altri ragazzi della squadra B dello Sporting per il match di Europa League contro la Lazio. Il primo posto nel gironcino è ormai acquisito e lo Sporting usa quel match per testare le sue nuove leve. Il match terminerà 0-2 in favore dei biancocelesti ma Joao, all'età di 18 anni inizia ad assoporare il calcio dei grandi.

Quell'anno Joao colleziona poche presenze nello Sporting B, ma l'anno successivo diventa il perno del centrocampo collezionando 30 presenze e portando la propria squadra ad un quarto posto finale.

Lo Sporting decide di tenerlo per il terzo anno nella squadra B ma ben presto il Vitoria Setubal lo ottiene in prestito per la seconda parte della stagione. Nella sua nuova squadra Joao colleziona 16 presenze saltando 2 soli incontri del girone di ritorno.

Il ragazzo è pronto e torna allo Sporting per la stagione 2014-15. La sua prontezza si converte in 44 presenze totali e 7 goal. In inverno arriva la prima convocazione nella nazionale maggiore ed al suo debutto si procura il rigore che nell'amichevole contro la Francia dimezza le lunghezze di svantaggio grazie alla trasformazione riuscita da parte di Quaresma.

La stagione successiva Joao la chiude con 45 presenze per lo Sporting ed altri 7 gol che gli valgono la convocazione per Euro 2016.



Euro 2016 si apre con 3 apparizioni nel girone F di cui 2 dal primo minuto, condite da un gol contro l'Ungheria. Il Portogallo viene ripescato tra le fila delle migliori terze ed è nella fase successiva che emergono le doti della mezz'ala destra lusitana.

Nel match contro la Croazia le chiavi del centrocampo e della costruzione del gioco sono nelle mani di Joao che impressiona per % di passaggi riusciti: oltre l'85%. Attenzione però: ciò che davvero impressiona oltre al dato finale è la distribuzione indietro-avanti dei passaggi riusciti. 33% indietro - 67% avanti. 2 palle su 3 dunque vengono giocate per la manovra offensiva. 

Il Portogallo trova il gol nei supplementari e dopo Quaresma (ancora lui!) autore del gol, il man of the match per i lusitani è il protagonista del nostro racconto.

Ai quarti il Portogallo supera ai rigori la Polonia. Joao viene sostituito all'80esimo da Quaresma che poi sarà l'autore del rigore con il quale il Portogallo si garantirà la semifinale contro il Galles.


Nonostante le prestazioni del suo sostituto ormai naturale, il Portogallo non si priva di Joao Mario dal primo minuto. Troppo importante la sua presenza in campo. Troppo importanti le sue doti di palleggio e di costruzione della manovra. Troppo fondamentale la calma con la quale sulla mediana entra in possesso del pallone e lo smista verso la quasi sempre opzione migliore tra le disponibili.

Nel 2-0 contro il Galles, Joao Mario non brilla ad una prima occhiata. Guardando le statistiche però emerge un dato di passaggi andati a buon fine pari all'88%. Joao diventa una garanzia totale ed il suo raggio di azione diventa non solo il centrodestra della manovra lusitana ma anche il centrosinistra. Quando il Portogallo è in difficoltà Joao si muove verso la palla ovunque essa sia, la ottiene e rimette ordine. Il Portogallo trema negli ultimi 10' del match ma nonostante ciò è finale.

Contro i padroni di casa della Francia Joao ripete i propri numeri che fisseranno il totale dei passaggi riusciti alla quota dell'85% questa volta però agendo di più nella zona centrale del campo rispetto agli altri match. Il Portogallo trova un'altra rete dei supplementari ed è festa.

Joao Mario, le cui performance gli erano già valse diversi appunti sui taccuini dei direttori sportivi di mezza Europa, guadagna le attenzioni di tutti coloro che fino a quel momento non lo avevano notato.

L'Inter della nuova era Suning pare interessata al talento 23enne lusitano che ha dimostrato di poter tenere la linea mediana in qualunque posizione, soprattutto in un centrocampo a 3 in linea o in un centrocampo a 2 + 3 mezze ali di supporto alla punta.

Lo Sporting chiede una cifra pari a 35 milioni e quasi certamente il futuro di Joao Mario sarà altrove.

L'asta per il suo cartellino è aperta. Chissà quale maglia finirà per indossare questo talento assoluto del calcio europeo, così giovane ma già così convincente.



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