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venerdì 2 giugno 2017

Calciomercato - A spasso per l'Europa tra sogni e realtà

La finale di Cardiff ha di fatto sancito la fine della stagione sportiva 2016-17.

I bilanci sportivi delle grandi società europee sono già in mano a stampa e dirigenze. Quelli veri, fatti di ricavi, costi, ammortamenti, utili, disavanzi e quant'altro invece, sono nelle mani dei revisori contabili e presto termineranno sulle scrivanie dei burocrati Uefa.

Nonostante l'inasprimento delle regole finanziarie (aka fair play finanziario), le grandi società sembrano non porsi limiti per la sessione di calciomercato iniziata qualche settimana fa e pronta ad entrare nel vivo.

La parola chiave sulla bocca di coloro che da questa stagione hanno cavato ben poco dal campo, sembra essere PIANIFICAZIONE.

Pianificazione significa concludere il più presto possibile gli affari necessari per allestire una nuova squadra, aprendo i cancelli a partenze ed arrivi.

E così il City di Guardiola ha già liberato diversi armadietti, subito ri-occupati dai nuovi arrivi nelle fila dei citizens. Bernardo Silva ed Ederson sono rispettivamente il nuovo esterno destro di centrocampo ed il nuovo portiere dei blu di Manchester. Con un biglietto di sola andata per Manchester sembra esserci anche Mendy, terzino del Monaco rivelazione. Con il suo arrivo, la campagna del Manchester potrebbe sforare la quota dei 150 milioni di euro spesi prima ancora che si aprano i termini legali per il deposito dei contratti.

Il Milan cinese, seppur per somme meno importanti, pare essere la seconda squadra più attiva sul mercato con gli arrivi di Musacchio e di Kessie, con Rodriguez, Biglia ed un attaccante (Morata?) in procinto di asciugare il budget di mercato stanziato dai nuovi proprietari e promesso in sede di trasferimento quote all'ex presidente Berlusconi ed al popolo milanista. 

Sull'altra sponda dei navigli, il nuovo capo in pectore del mercato neroazzurro Sabatini, è ancora occupato dalla definizione del nuovo tecnico. Sistemata quella pratica (forse si attende una risposta di Conte?) inizierà la burrasca di mercato già annunciata dalla società che quest'anno vorrebbe concretizzare e monettizzare alcune partenze e raggiungere tutti gli obiettivi di mercato in tempo per ripartire con calma e senza ribaltoni di panchina, tecnici inadeguati e rose fatte più dal mercato che da chiare strategie tecniche. Rudiger? Manolas? Di Maria? James Rodriguez? Tutti nomi probabili ma anche no quando a fare il mercato c'è un uomo rissoso e contorto come Sabatini.

Il podio delle deluse dall'ultima stagione si conclude così, ma in giro per l'Europa ci sono altre compagini che grazie a risultati vincenti, potrebbero disporre dell'ok da parte delle proprietà per continuare a spendere cifre importanti sul mercato.

La Juventus pare aver blindato Schick. E dalla Spagna non è arrivato il no secco che i giornali mettevano in bocca ad Iniesta. Dalla Germania rimbalza una voce che coinvolgerebbe Douglas Costa che stretto da Coman e Ribery, potrebbe lasciare Ancelotti per andare a rinforzare i bianconeri in una zona di campo ben coperta da Mandzukic, ma che i bianconeri vorrebbero sistemare con un elemento veloce, tecnico e dunque simile a quel Cuadrado che a destra si è rivelato un valore aggiunto. Lo scorso anno di questi tempi la Juve quasi annunciava Pjanic e Dani Alves, segnale che scudetti o coppe fa poca differenza. A Torino si pianifica nonostante i risultati o forse grazie anche alla serenità che questi apportano.

Il Manchester United di Mourinho ha chiuso la stagione con 2 titoli provenienti da tornei e la supercoppa in match singolo. In campionato lo United ha preso la paga in maniera forse inaspettata dalle parti dell'Old Trafford ma... come si fa a definirlo un fallimento quello di Mourinho se a fine anno ti ritrovi ad aver sollevato 3 trofei? E allora fuoco alle polveri: Perisic? Fabinho? Un terzino? Un trequartista di ruolo? Un altro difensore centrale? Le vie del Mou sono infinite ma al tempo stesso misteriose. Per cui aspettiamoci di tutto.

Il Bayern di Ancelotti, dopo aver vinto la Bundesliga con giusto un filo di gas ed essere andato fuori contro il Real per colpa di qualche torto arbitrale (...al quale Firenze pare abbia goduto) per il primo anno potrebbe trovar chiuso il supermarket Borussia Dortmund, in grado quasi sempre di fornire materiale di qualità alla squadra bavarese. Gotze a parte. A proposito: che fine ha fatto Mario Gotze? Siamo sicuri che segnare il gol decisivo delle finali di competizioni continentali o mondiali non porti poi sfiga? Eder il portoghese pare sia passato nel rullo di chi l'ha visto. Il Bayern dicevamo... Al Bayern serve un vice Robben, un interno di centrocampo di spessore e sicuramente un sostituto di Lahm. Dalla regia ci dicono che Piszczek potrebbe già essere sul taccuino dei bavaresi, rendendo vano il discorso fatto sul supermarket Borussia Dortmund chiuso, fatto 4 righe fa. Vabè fate un po' come vi pare...

Se Conte dovesse restare sulla panchina del Chelsea, con una Champions da giocare, il buon Roman Abramovich siamo sicuri che sarà chiamato a scucire diversi assegni. Perchè ok: Conte te lo avrà anche fatto risuscitare Victor Moses ma davvero vuoi portartelo a spasso come titolare in Champions? Batshuayi, che oltre ad aver segnato il gol decisivo per il campionato, ha soltanto fatto della gran panca, evidentemente non è il sostituto di Diego Costa al quale potrebbero tornare a cantare le sirene cinesi. Poi servono 2 interni di centrocampo, un difensore, forse un terzino. Insomma caro Roman inizia ad ipotecare qualche yacht.

RESTO DEL MONDO

A Parigi funziona così: si fanno solo acquisti e spesso di qualità. Si vince poco, questo è vero, ma finchè c'è denaro c'è speranza. Anche se a dirla tutta sono più i nomi accostati a possibili partenze che quelli legati agli arrivi. Di Maria fa bagnare...le fronti dei tifosi interisti. Lucas pare essere già con una valigia in mano e la querelle Verratti resta, no Verratti non resta, terrà banco anche quest'estate. Ma a Parigi serve un vice Cavani di spessore, ma soprattutto un nuovo centrocampo in grado di evitare figure barbine come quella del Camp Nou. Perchè ok tutto, ma con Rabiot Thiago Motta e Pastore rischi di essere meno costante di un Ljajic in giornata no.

A Roma sponda giallorossi non siamo ancora sicuri che siano finite le lacrime per l'addio di Totti, ma siamo certi che in queste ore i contabili societari siano alla ricerca della solita quadra imposta un po' dalla Uefa, un po' da Pallotta che tirare fuori soldi a babbo morto pare non abbia intenzione nemmeno quest'anno. E così la stampa pare un fuggi fuggi che a confronto l'evacuazione del Titanic sembra un'ordinata sfilata di forze armate. Rudiger, Manolas, Salah, Perotti e Paredes sono obiettivi di infinite società, aprendo così le possibilità ai giallorossi di colmare e finanziare la campagna acquisti potendo scegliere bene quali pedine sacrificare.

Alla Lazio le cose non vanno molto diversamente rispetto ai cugini giallorossi. Una stagione culminata con la finale di Coppa Italia ed un quinto posto in campionato (con la spina staccata ormai da 1 mese) potrebbe chiudersi con la partenza delle pedine più pregiate. Biglia pare essere saltato a bordo del treno Milan. Keita sembra non voglia rinnovare per essere libero di partire nei prossimi mesi o nella prossima stagione. Inzaghi, lui si certo di restare, saprà re-inventarsi la squadra al netto di partenze di questo calibro?

E le spagnole?

Ah già le spagnole. Terminato il periodo di stop di mercato imposto dal TAS anche il Real si fionderà sul mercato per risvegliare quel torpore che sembra essersi impossessato della casella acquisti. Sicchè se in partenza pare esserci Morata, in arrivo c'è di sicuro Vinicius, 16 anni, 46 milioni di euro. Salute. Il mercato portoghese potrebbe regalare ai blancos l'ennesimo colpo con un Danilo Pereira in probabile arrivo. Sirene tedesce inoltre parlano di Aubameyang. Sedetevi comodi perchè qui con 2-3 colpi parte il quarto di miliardo. Minimo.

Il Barcellona invece deve ripartire dall'eliminazione nei quarti di Champions e una Liga assegnata al Real di Ronaldo. Luis Enrique ha lasciato e se non sapranno agire bene sul mercato, il rischio di replicare la stagione fallimentare appena conclusa, potrebbe essere ben più alto di ciò che si pensa. Umtiti è stato forse l'unico acquisto rivelatosi all'altezza. Andre Gomes non ha convinto e dietro al trio delle meraviglie non c'è molto. O meglio non quel che serve per competere su 2 o più fronti. Il mercato di nomi non ne ha ancora fatti ma il Barcellona è fatto così. Mira e spara ed in 24h la squadra è completa. O quasi.

MENSIONE D'ONORE

Merita una mensione d'onore l'Arsenal di Wenger, che a quanto pare resterà per altri 2 anni sulla panchina dei gunners. Anche quest'anno Wenger farà offerte per chiunque, incasserà dei no anche dal bomber del Poggibonsi e finirà per spendere cifre vergognose negli ultimi giorni di mercato per giocatori che ok, bravini, ma mai che si rivelino affidabili su tutto l'arco del campionato. Ad Arsene ed ai 150 milioni di sterline di budget, dedichiamo un sorso del vinello che ha ispirato quest'articolo.

Mettetevi comodi signori: riparte il calciomercato.


lunedì 12 settembre 2016

Champions 2016-17 - Alla scoperta degli underdog della competizione

C'è chi nella Champions League vede il puro aspetto sportivo della questione: alzare la coppa dalle grandi orecchie al cielo e proclamarsi i più forti al mondo, almeno per quell'anno.



C'è chi invece, in una delle edizioni meno pregne di squadre di blasone, vede nella Champions League che partirà ufficialmente domani, un motivo per esplorare attraverso il calcio, culture, storie e luoghi che nelle cronache pallonare difficilmente rientrano.

Il Ludogorets ad esempio 5 anni fa lottava per essere promossa nell'equivalente bulgaro della nostra Serie A salvo poi diventarne la regina pochi mesi dopo grazie ad un ultimo match-thriller contro la più blasonata CSKA Sofia che regalò ai bulgari il titolo nazionale e l'accesso alle coppe. Coppe nelle quali i bulgari si sono resi protagonisti dell'eliminazione della Lazio in Europa League, ma soprattutto di un preliminare contro la Steaua in cui il difensore Cosmin Motu fu costretto a reinventarsi portiere nella roulette dei rigori finali, per via dell'assenza dei cambi rimasti ai bulgari quando al 119' fu espulso il numero 1 titolare. Motu parò due rigori ed il Ludogorets guadagnò l'accesso alla sua prima fase finale di Champions League. Quest'anno i bulgari arrivano dopo il solito percorso dei preliminari culminato con le vittorie su Buducnost Podgorica, Viktoria Plzen e Stella Rossa. 


L'ultima volta che la stampa europea dovette occuparsi del FK Rostov fu nel 1999 quando i russi affrontarono nell'allora coppa intertoto la Juventus. 1 anno fa in Russia si festeggiava la permamenza nella massima serie grazie alla vittoria nello spareggio finale contro il Tosno. Quella che seguì però, fu una stagione non più da medio-bassa classifica ma una di quelle stagioni d'oro simile all'avventura inglese del Leicester ma con un finale diverso. Già perchè i russi, dopo tanti mesi trascorsi invetta, abdicarono ad un altro CSKA: quello di Mosca. Il secondo posto è valso però l'accesso ai preliminari, nei quali grazie ad un 4-1 stupendo contro l'Ajax, i russi si sono conquistato l'accesso alla loro prima fase finale di Champions League nella quale affronteranno Bayern, PSV ed Atletico Madrid.

Continuando a camminare sul confine orientale di questa Champions League come potremmo non parlare dei primi avversari del Napoli? La Dynamo Kiev infatti ospiterà i partenopei per il primo match del girone. Quella di Kiev è la squadra più titolata dell'ex URSS che nacque nel 1927 come rappresentativa della polizia locale. Ma fu negli anni dell'egemonia nazista che la Dynamo si rese protagonista di due incontri di calcio che poi diventarono storici. Durante l'occupazione tedesca alcuni giocatori della Dynamo vennero catturati ed impiegati come manovalanza forzata in un panificio a disposizione delle truppe tedesche. Quest'ultimi resisi conto di chi avevano difronte organizzarono una partita di calcio che vide la Dynamo trionfare nonostante la paura di eventuali rappresaglie. Poco tempo dopo i tedeschi organizzarono una rivincita di quel match con l'episodio storico di Klimenko che salta i giocatori tedeschi come birilli arrivando sulla linea di porta. Anche in questo caso la paura di rappresaglie per la sconfitta della nazionale occupante, spinsero Klimenko a voltarsi ed a calciare il pallone verso metà campo invece di appoggiare in rete per il più semplice dei gol. L'episodio non passò sotto traccia e dopo quel match parte dei giocatori di quel match e di quella Dynamo furono torturati e trucidati. Se quella era una Dynamo fortissima, quella attuale è una Dynamo molto più modesta che da questa partecipazione in Champions cerca poco. Anche se oltre al Napoli, Benfica e Besiktas lasciano aperto qualche spiraglio da cogliere per provare a proseguire nell'avventura europea.

Negli anni del calcio in bianco e nero, il Legia Varsavia faceva parte di quel nucleo di squadre dell'est in grado di mettere seriamente bocca nelle dispute pallonare di maggiore livello continentale. Non stupisce infatti che il Legia sia tutt'altro che alla sua prima partecipazione in Champions. I polacchi, che dominano in casa da praticamente sempre, negli anni 70' raggiunsero addirittura una semifinale di coppa Campioni. Negli anni '90 prima di concedersi quasi un quarto di secolo dalla successiva partecipazione alla Champions, i polacchi raggiunsero di nuovo le semifinali ma questa volta della compianta Coppa delle Coppe. Nella lunga estate di preliminari i polacchi hanno sconfitto i bosniaci del Mostar, gli slovacchi del Trencin ed infine gli irlandesi del Dundalk non senza qualche problema. Ora occhio al bomber Nikolic. Dopo le 30 reti della scorsa stagione, potrebbe chissà arrivare il primo timbro nella fase a gironi di Champions da raccontare ai nipoti tra qualche anno...

La vittoria nella Jupiler League belga  garantisce l'accesso alla fase finale di Champions League, sicchè tra le pretendenti alla....uhm....vittoria finale ci sono anche i campioni di Belgio del Club Bruge. Il campionato belga è quasi sempre un affare a 2 tra Standard Liegi ed Anderlecht. Ma lo scorso anno ad imporsi per la 14esima è stato proprio il club fondato nel 1891. Probabilmente tra le nazioni provenienti dal blocco più continentale rispetto a quello allargato per esigenze calcistiche, è proprio il Club la squadra meno dotata tecnicamente. L'avvio di stagione non è stato esaltante con 2 vittorie 1 pareggio e 3 sconfitte di cui l'ultima maturata pochi giorni fa nonostante il tecnico Michel Preud'homme avesse dichiarato di aspettarsi molto dall'ultimo match in vista dell'esordio contro il Leicester di Ranieri. Riuscirà l'ex club di Perisic e Bacca ad evitare il cucchiaio di legno nel proprio girone?

Infine ci sono loro: quelli che ogni parola è superflua perchè nei nostri occhi abbiamo ancora le immagini nitide di una festa di piazza che ha coinvolto ogni anima di Leicester. Le foxes quest'anno non stanno brillando in campionato. Ma il patto di spogliatoio è chiaro: vivere al massimo l'avventura in Champions e provare a replicare in questa competizione l'assurdo miracolo portato a casa lo scorso anno nel massimo campionato di sua Maestà la Regina. Nelle ultime ore di mercato Ranieri si è regalato Slimani che assieme a Musa dovrebbe andare a formare la coppia di alternative all'attacco formato da Vardy e Mahrez. Il girone prevede avversari blasonatissimi come il Porto giustiziere della Roma nel preliminare, Copenhagen e Club Brugge. We can do this è la frase più pronunciata in quel di Leicester dal giorno del sorteggio. D'altronde è lì che le foxes vogliono continuare a brillare...

L'assenza di Milan, Inter, Manchester United e Chelsea, forse peserà nell'economia degli ascolti tv di questa Champions così come peserà l'assenza dalla massima competizione di alcuni tra i talenti più importanti del calcio mondiale che hanno trovato casa all'Old Trafford, che risiedono a Stamford Bridge o che in quel di Milano hanno scelto di ripartire, sul piano tecnico. Il calcio che sostituirà tutto questo blasone proverà a portare in campo storie diverse, organizzazioni tattiche più rudimentali ma non meno efficaci. E chissà che nell'anno degli underdog che trionfano in Premier e del Portogallo campione d'Europa, a dare filo da torcere nella strada verso la Coppa, non ci sia proprio una di queste squadre.

Buona Champions a tutti...

lunedì 1 agosto 2016

Pagelle di Calciomercato - Luglio

Il primo vero mese di contrattazioni pallonare è appena andato in archivio. Nei 31 giorni appena passati, oltre 2 miliardi di euro sono stati spesi per acquisire le prestazioni sportive di oltre 16.000 giocatori che hanno cambiato casacca.

In questo via-vai di giocatori e denaro, ci sono squadre che si sono comportate in maniera egregia ed altre che al mercato sembrano non volerci pensare.

Ecco i miei voti ai maggiori club internazionali sulla base del mercato fin qui condotto.

Voto 10 alla Juventus. Che altro voto vuoi dare ad una squadra che in 30 giorni piazza i colpi Pjaca, Benatia ed Higuaìn, spendendo qualcosa come 115 milioni di euro all'incirca, per assicurarsi il migliore talento croato in circolazione, uno dei più forti difensori in circolazione e l'attaccante che pochi mesi fa ha vinto la classifica marcatori in Italia segnandone 36? 10. Come il numero di Pogba. Che dovrebbe andar via ma che al momento è ancora un giocatore della Juventus. Chapeau.


Voto 9 al Barcellona. 16 milioni sono bastati per assicurarsi Lucas Digne, ex Roma e PSG. Sabatini avrebbe voluto confermarlo perchè forse il laterale sinistro, che a dirla tutta non sfigura nemmeno a destra, è uno dei maggiori talenti in circolazione capace di brillare già al primo anno di Serie A. Ma lo sconto dal PSG non è arrivato ed i blaugrana hanno avuto gioco facile. Alla corte di Luis Enrique in questo Luglio, non è arrivato solo Digne, ma anche Umtiti via Lione, difensore centrale francese di ottime prospettive, Denis Suarez, ala sinistra pagata poco più di 3 milioni e già schierato più volte nel pre-campionato, e dopo una trattativa lampo anche quell'André Gomes corteggiato da mezza europa. 

venerdì 22 luglio 2016

International Champions Cup - Prove tecniche di Eurolega

Tra poche ore Manchester United e Borussia Dortmund si sfideranno nella prima di una serie di oltre 20 amichevoli di lusso che rientrano nel calendario degli eventi della International Champions Cup.

Nata 13 anni fa per iniziativa di Relevent Sport, la manifestazione è alla sua nona edizione e vede tra le partecipanti, suddivise in gironcini che si disputeranno in diverse aree del mondo, tutti i club di spicco del calcio europeo.

mercoledì 20 luglio 2016

Alla Juve serve un attaccante - Chi prendere?

Aurelio de Laurentiis, con una conferenza stampa molto chiara, ha spiegato che al momento non esiste nulla che lega Napoli e Juventus in merito ad un eventuale trasferimento di Gonzalo Higuaìn alla corte di Allegri.




Volendo dare per chiuso questo capitolo, resta in casa bianconera, aperta la questione attaccanti.

Con la partenza di Morata e la presenza in rosa dei soli Dybala, Mandzukic e Zaza (che potrebbe salutare la compagnia, destinazione Wolfsburg), in casa Juventus resta aperto il discorso di completamento della rosa per puntare seriamente alla Champions, che non può prescindere dal trovare un attaccante in grado di segnare spesso nei match che contano.

sabato 25 giugno 2016

Calciomercato - I nostri voti al mercato di Giugno!

I vostri amici con figli a carico stanno orgogliosamente postando le pagelle dei loro bambini facendovi sentire dei falliti per aver la loro stessa età e nemmeno uno straccio di amante?

Vostro figlio ha rimediato una pagella che pare una scommessa Snai?

Ci pensiamo noi a risollevarvi l'umore con le pagelle di questo primo mese di calciomercato.




martedì 21 giugno 2016

Focus mercato Juve - Andre Gomes e Kovacic valgono Pogba?

L'aria sa di trasferimento. O meglio questo è quello che le parole di Mino Raiola, sulle quali va detto che possiamo contare come sull'aiuto di un giuda, lasciano pensare.

Come andrà a finire la vicenda Pogba non lo sappiamo. Ciò che possiamo fare è immaginare una Juve senza Pogba ma con un centinaio di milioni di euro cash sul conto. Obiettivo? Rimpiazzare Pogba, possibilmente aumentando il livello tecnico della rosa a disposizione di Allegri.


sabato 18 giugno 2016

Coppa America - Colombia - L'occasione storica

C'è una locuzione che qualche tempo fa, qualcuno dotato di poco cervello ha coniato per etichettare i cori rivolti contro i tifosi napoletani (ma non solo) e che auspicano una pronta eruzione del Vesuvio: discriminazione territoriale.

Quello che è un vero attacco razziale che esula dal normale sfottò, è stato declassato a discriminazione territoriale. Se ci pensate è strano: anni fa si dava del razzista a chi bollava qualunque ITALIANO nato sotto il Tevere come meridionale o peggio terrone. Oggi con questa formula abbiamo consentito a barbari che nulla hanno a che fare con lo sport di cavarsela con quello che non suona nemmeno come un leggero insulto se pronunciato:

Te sei proprio un discriminatore territoriale

mercoledì 8 giugno 2016

La Top 6 attaccanti in uscita

Ci sono attaccanti in grado di pesare sull'economia sportiva di una squadra come macigni.

Se pensiamo alla stagione appena conclusasi, senza rischiare di essere riduttivi, è palese come la presenza in rosa di attaccanti del calibro di Higuaìn, Ronaldo, Suarez, Ibrahimovic e Lewandoski abbiano contribuito sensibilmente al conseguimento dei risultati sportivi delle rispettive squadre. Poco importa se in alcuni casi si è trattato di un secondo posto in campionato.

Di contro il mancato rendimento secondo le attese di punteros dall'indubbio peso in termini di reti annuali attese, come Dzeko e Jackson Martinez è stato probabilmente il quid che non ha consentito alla Roma di lottare per lo scudetto ed all'Atletico di Simeone di puntare al colpo grosso sia in Liga che in Champions.

In questo pezzo vi segnaliamo la Top 6 attaccanti in uscita che si candidano ad essere gli Higuaìn, i Suarez o gli Ibrahimovic delle loro eventuali nuove squadre.

sabato 4 giugno 2016

Quel maledetto diritto di recompra - Morata

Ai tifosi juventini questo che scrivo sembrerà di un editoriale ingrato.

Si perchè quando vinci 5 scudetti di fila non puoi scrivere dell'unico colpo di mercato che la Juve potrebbe aver sbagliato in 5 anni di calciomercato.

Per dare il giusto merito alla dirigenza juventina occorre ricordare che la chiave di 5 anni di scudetti di fila sono stati i 2 allenatori (Allegri e Conte) e giocatori del calibro di Paul Pogba (arrivato alla Juve per 0 euro), Andrea Pirlo (anch'egli alla Juve per 0 euro), Arturo Vidal (comprato per 12 milioni e rivenduto per 35 l'estate scorsa), Carlos Tevez (preso tra mille dubbi per 12 milioni di euro), Andrea Barzagli (preso per 600.000 euro), Coman (preso a 0 e ormai venduto per 27 milioni di euro), Llorente (preso a 0, spremuto e svincolato in seguito all'arrivo di Mandzukic), Evra (preso per 1.5 milioni di euro), Caseres e Lichtsteiner presi con formule di pagamento triennali, Khedira (svincolato).


A fronte di queste magie di mercato fatte con esborsi quasi ridicoli, la Juve ha confermato la propria capacità di operare chirurgicamente e soprattutto bene assicurandosi per grosse somme, giocatori che poi si sono resi altrettanto indispensabili per rinnovare la rosa restando vincenti, come Alex Sandro (26 milioni di euro), Mandzukic (19 milioni) e Dybala (circa 40 milioni).



Ma c'è 1 giocatore che forse potrebbe cancellare 5 anni di mercato da oscar o comunque far calare la media voto della nuova triade dirigenziale composta da Marotta, Paratici ed Agnelli: Alvaro Morata.

Morata arriva alla Juve dal Real Madrid per 20 milioni di euro. All'interno del contratto di cessione viene inserita una clausola di "recompra" per la quale la Juve è obbligata a ri-cedere il giocatore al Real Madrid, qualora i blancos entro 2 stagioni sportive fossero interessati, ad una cifra NON superiore ai 30 milioni di euro. Essenzialmente la Juve si assicura il giocatore ed un eventuale premio di valorizzazione non superiore a 10 milioni di euro.

Morata fatica ad inserirsi, dopodichè esplode segnando reti pesantissime come il gol che consente alla Juve di espugnare l'Ethiad Stadium di Manchester rimontando lo svantaggio iniziale a firma di Vincent Kompany.

Morata si eclissa per qualche mese, dopodichè torna e regala gol e coppe alla Juve. Suo infatti è il gol che regala pochi giorni fa, la seconda Coppa Italia di fila alla squadra bianconera. Al termine delle 2 stagioni sportive, le presenze dello spagnolo saranno 93 con 27 reti in partite ufficiali.



I riflettori si accendono su di lui. Allegri in tv ne esalta le qualità tecnico tattiche in un passaggio dell'intervista per "The Club" su Sky ma, da Fazio a "Che tempo che fa"  esprime i suoi dubbi sulla permanenza alla Juve dell'attaccande lasciando intendere che il talento spagnolo sia destinato a tornare a Madrid per poi ripartire immediatamente alla volta di Londra, quartiere Arsenal, agli ordini di Arsene Wenger per formare un trio d'attacco con Sanchez e Xhaka (neo-acquisto dei gunners).




L'eventuale partenza di Morata non sarà un dramma per le casse bianconere e per le sorti della squadra. Entreranno pur sempre 30 milioni di euro che potranno essere reinvestiti su qualche altro attaccante, ma il dubbio resta: Marotta ha giocato bene la partita Morata 2 estati fa o è finito per fare il gioco del Real Madrid regalando ad una contendente per la Champions almeno 30 milioni di euro di plusvalenza? (i 40 di vendita - i 10 riconosciuti alla Juve).

Siamo sicuri che una squadra economicamente forte come la Juventus faccia bene ad accettare passivamente trasferimenti di giocatori vincolati da clausole come il diritto di recompra?

A condurre le trattative di mercato ci sono pur sempre uomini. E mai come in questo caso visto lo storico elencato, c'è da aggiungere l'aggettivo "competenti". Ma gli uomini non sono infallibili e forse, in questo caso, la dirigenza juventina ha commesso un errore accettando una clausola che spesso viene imbracciata da squadre di medio-basso peso finanziario che contano su questo genere di pratiche per assicurarsi denaro fondamentale per la loro esistenza.

A Vinovo si guarda al futuro con coscienza dei propri mezzi. E se Morata andrà via qualcuno sentirà di aver imparato una lezione.
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